di Rosanna Buzzerio
Nessuna sospensione cautelare per l’appalto del servizio mensa scolastica di Molfetta: lo ha decretato l'ordinanza n. 171 emessa dalla I Sezione del Tar Puglia lo scorso 13 marzo.
Il ricorso al Tribunale amministrativo era stato presentato dalla ditta Pastore srl di Casamassima, contro la ditta vincitrice Markas Service Srl di Bolzano, aggiudicataria di una gara dell’importo di 7 milioni e 200 mila euro per 9 anni.
Analizziamo l'ordinanza con i consiglieri di opposizione Nicola Piergiovanni (Socialisti) e Giovanni Abbattista (Pd), autori di due distinte interrogazioni indirizzate all'assessore alla socialità Luigi Roselli, che ha colto l'occasione per mettere in chiaro la sua posizione.
«Mi sarei aspettato - dichiara l'assessore - che la stampa ponesse maggior risalto ai contenuti della gara, nonché alla logica dell’esternalizzazione del servizio, sui vantaggi della suddetta esternalizzazione, che le amministrazioni che si sono succedute negli anni avevano posto come priorità, senza riuscire però a realizzarla.
Non capisco, invece, lo spropositato risalto che la stampa sta fornendo alla vicenda: si tratta semplicemente di un ricorso fatto da una ditta non aggiudicataria, iniziativa processuale, certo leggitima, ma a giudizio dell’amministrazione comunale infondata; comprensibile ci appare, invece, lo strumentale atteggiamento dell’opposizione che incapace da tempo di azioni prettamente politiche, si pone a ruota di azioni di privati, pur di sollevare poleveroni a fini squisitamente elettoralistici in cerca di visibilità che non avrebbe altrimenti.
Al di là di queste schermaglie, all’amministrazione preme soprattutto portare a termine il processo di esternalizzazione al fine di garantire un servizio di maggior qualità ai bambini delle scuole molfettesi alle migliori condizioni possibili; per questo siamo intenti a procedere con celerità confidando anche in una sollecita definizione nel merito della vicenda processuale da parte della magistratura amministrativa. Ben venga ritornare sull’argomento per esaminare più dettagliatamente i contenuti positivi dell’esternalizzazione di tale servizio».
Piergiovanni non è voluto entrare nel merito della sentenza, ed ha dichiarato che è sua «intenzione seguire attentamente l’esecuzione del progetto presentato dalla ditta vincitrice, affinché il costo del pasto così elevato, pari a 5,19 euro più Iva per ciascun pasto, corrisponda ad un elevato tasso di qualità del pasto che verrà somministrato; visto che negli altri Comuni il costo medio del pasto è di 3,84 euro.
Ricordiamo che è un servizio rivolto a 1200 bambini delle scuole materne statali presenti nella nostra città, per questo sarò intransigente, perché vengano applicate le linee progettuali proposte dalla ditta vincitrice.
Purtroppo, l’amministrazione ha fatto una scelta negativa inserendo nella progettazione anche la realizzazione di un centro cottura che incide sul costo finale del pasto in modo notevole, costo che gli utenti pagheranno per l’erogazione del servizio».
Mentre per Abbattista «l’ordinanza del Tar sebbene abbia rigettato la richiesta cautelare non esclude affatto il pericolo che l’intera gara venga annullata con la sentenza definitiva.
Infatti, il Tribunale amministrativo, considerando che le censure articolate dalla società ricorrente tendono all’annullamento radicale dell’intera gara, ha ritenuto di non pronunciarsi nella fase sommaria riservandosi di assumere ogni decisione definitiva all’esito della discussione del merito.
Ancora una volta l’operato dell’amministrazione provoca inquietanti perplessità sul rispetto delle regole. La questione grave è relativa alla costituzione della commissione di gara che non è stata costituita nel rispetto del regolamento comunale dei contratti, che stabilisce la presenza di due componenti esterni all’amministrazione comunale che garantiscono imparzialità dell’operato e competenze professionali specifiche della materia trattata nella gara. Appare assurdo che nella commissione non sia presente nessun membro esterno e dotato di competenze e professionalità specifiche nel campo alimentare, della preparazione dei pasti e nella gestione dei servizi di ristorazione.
Nella gara non risulta nemmeno osservato l’obbligo di favorire la stabilizzazione dei precari che era stata imposta da una delibera di consiglio comunale del 2002 che aveva deciso la esternalizzazione tra gli altri anche del servizio mensa.
Come se non bastasse il consiglio comunale ancora una volta è stato espropriato di una sua prerogativa considerato che con una delibera del 2007 la giunta comunale aveva dato mandato al responsabile del procedimento il dirigente, rag.Caputi, di predisporre gli atti relativi alla gara e di sottoporli all’approvazione del consiglio comunale. Nulla è mai stato portato all’attenzione del consiglio comunale, ma di tutto questo se ne parlerà all’esito della risposta all’interrogazione da me presentata nei giorni scorsi».