Presto sarà comunicato l'orario della cerimonia

Il 20 febbraio l’ingresso di Monsignor Cornacchia in diocesi

La notizia dall'amministratore diocesano Ignazio De Gioia

Attualità
Molfetta giovedì 21 gennaio 2016
di Domenico De Stena
Mons. Domenico Cornacchia
Mons. Domenico Cornacchia © n.c.

Con una nota ufficiale l’amministratore diocesano, Mons. Ignazio de Gioia, ha comunicato la data ufficiale di insediamento del nuovo Pastore, Mons. Domenico Cornacchia. L’accoglienza ufficiale avverrà nella serata di sabato 20 febbraio 2016, primi vespri della seconda domenica di quaresima. La cerimonia – si legge nella nota – si svolgerà nella Cattedrale di Molfetta, secondo orari e programma che saranno presto comunicati.

Mentre la comunità si prepara all’arrivo del nuovo vescovo, giunge il messaggio di don Michele di Gioia, direttore ufficio Comunicazioni Ssciali della diocesi di Lucera-Troia, comunità dalla quale proviene Mons. Cornacchia. Il saluto, pubblicato come editoriale sul numero di Luce e Vita in distribuzione da domenica, prossima risulta particolarmente importante ed utile a tracciare un profilo pastorale del nuovo vescovo.

Abbiamo veduto un Vescovo che ha servito la letizia divina – ha detto – che nelle opere del ministero e nell’annuncio del Vangelo non si è preoccupato anzitutto dei prodotti finali, ma dell’avere lo stesso obiettivo, il medesimo sentimento, l’entusiasmo cioè di manifestare il Cristo in quanto si faceva, dal documento da produrre per burocrazia all’iniziativa di annuncio e di santificazione della Comunità ecclesiale”. Un Vescovo, insomma, a 360° che pare non metta nulla in secondo piano.

Mons. Domenico – scrive il responsabile della comunicazione – ha scommesso tanto nel suo ministero in mezzo a noi, valorizzando capacità e carismi, forse talvolta anche «sperando contro ogni speranza», magari proprio lì dove nessuno avrebbe dato un millesimo di fiducia. E questo, aldilà dei risultati, delle accoglienze o dei rifiuti”. <<Sperare contro ogni speranza>>, citazione paolina (Rm 4,18) è paradigma della prospettiva cristiana. Dunque andare avanti, sempre.

Un Vescovo che “bussa alla porta del nostro cuore e delle nostre case”. “Di noi – scrive nel suo primo messaggio alla diocesi –  devono tacere le parole e parlare le opere!”.

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