La sua era la "chiesa del grembiule"

Don Tonino, 24 anni dopo: il ricordo del vescovo di tutti

Oggi ricorre l'anniversario della sua morte. "Era unico", racconta una maestra che l'ha conosciuto bene

Attualità
Molfetta giovedì 20 aprile 2017
di La Redazione
Don Tonino Bello © Enza Piccinini

Sono 24 anni, e non sono pochi. Ma i molfettesi che hanno conosciuto Don Tonino Bello ricordano il loro vescovo come se fosse ieri. Era il 20 aprile del 1993 quando Don Tonino si arrese a un male incurabile. Furono giorni dolorosi per tutti i fedeli della diocesi, che persero in un attimo non solo il loro vescovo, ma soprattutto la loro guida.

Perché don Tonino questo era. Il sacerdote degli ultimi, il simbolo della “chiesa del grembiule”, di quella chiesa, cioè, che scende per le strade e tende la mano. Ai poveri, agli emarginati, ai tossicodipendenti, agli extracomunitari. Ai lavoratori in difficoltà.

Pace e nonviolenza, queste le parole d’ordine che resero speciale ogni giorno della sua vita. Sin dal 1957, quando venne ordinato sacerdote, diventando un anno dopo maestro dei piccoli seminaristi.

Negli anni Settanta fu parroco di Tricase e nel 1982 fu nominato vescovo della diocesi di Molfetta, Terlizzi, Giovinazzo, Ruvo. Nel 1985 invece divenne presidente di Pax Christi, e le sue battaglie non mancarono di scuotere i palazzi del potere. Battaglie decise contro la guerra e qualunque simbologia bellica.

“Indimenticabile – racconta la maestra Rosa, insegnante di scuola dell’infanzia che l’ha conosciuto bene – quella volta in cui lo invitammo per una manifestazione che consisteva nell’animazione della fiaba del brutto anatroccolo. Volevamo avvicinare i bambini al concetto e al valore della diversità. Alla fine, commosso, con uno sguardo dolcissimo, ci ringraziò per la sensibilità e per il messaggio lanciato ai più piccoli che ogni essere umano è portatore di un valore grande. E si fermò a guardare ogni singolo cartellone che avevamo affisso, leggendo tutti i messaggi e i disegni sulla diversità che i bambini avevano realizzato. Ma tutte le volte che lo chiamavamo, anche per occasioni più informali, veniva tra i bambini e passava con loro ore intere. Non ci ha mai detto di no. Unico”.

Questo era don Tonino. Ed è per questo che ogni parola emessa in queste ore per ricordarlo ha il potere di renderlo più vicino. È per questo che le immagini del suo funerale, che stanno girando su Facebook sin da ieri, sono emblematiche. Fiumi di gente, raccolta partecipazione, emozione. Per il vescovo di tutti, il sacerdote degli ultimi. Quello con il grembiule. Don Tonino.

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