La nota

Legambiente: «Finalmente si approva il monitoraggio meteo e idraulico»

Il commento dell'associazione sugli interventi di ripristino post alluvione

Attualità
Molfetta martedì 17 aprile 2018
di La Redazione
La bomba d'acqua in zona industriale
La bomba d'acqua in zona industriale © Molfettalive.it

Legambiente esprime grande soddisfazione per il finanziamento di 100mila euro deliberato dalla giunta comunale del marzo 2018 per la realizzazione di un sistema di “monitoraggio per la gestione delle allerte idrogelogiche e idrauliche in tempo reale”. Intervento, questo, che la stessa associazione ambientalista aveva proposto all’indomani dell’alluvione del 16 luglio 2016, nel corso di un tavolo tecnico coordinato dal commissario Passerotti. Se un efficace sistema di allerta fosse stato già attivo al momento dell’alluvione del 2016, gran parte dei danni di quell’evento raro e eccezionale sarebbe stata efficacemente evitata.

“La proposta avanzata ora, dunque, è buona – recita la nota dell’associazione – Resta solo qualche perplessità per aver progettato, stando alla delibera di giunta, il sistema di monitoraggio per la sola zona industriale e non anche per la città, pure soggetta a elevato rischio idraulico. Per questo Legambiente chiede l’estensione del sistema di monitoraggio e allerta idraulico anche per le zone abitate dove il rischio coinvolge i cittadini, le loro abitazioni e le infrastrutture civili (scuole, uffici, attività commerciali).

Fermo restando, quindi, qualche limite nella proposta e la possibilità di migliorarla, va detto che è proprio questa, per Legambiente, la via maestra verso la mitigazione e la gestione dell’elevato rischio idraulico che l’Autorità di Bacino della Puglia riconosce a Molfetta a causa delle scellerate politiche di pianificazione e gestione del territorio adottate negli anni passati. Un approccio, questo, finalmente virtuoso, al contrario di quello che ha animato (e anima) il costosissimo progetto per la realizzazione dei tanto discussi canaloni per il convogliamento a mare delleportate di piena.

I fondi stanziati per quest’ultima opera saranno gli ennesimi soldi buttati: i canaloni, infatti, saranno oltremodo impattanti a livello paesaggistico e di assai difficile manutenzione . Uno scempio immane per il territorio, per la campagna e per quel che resta delle lame; un’opera, molto probabilmente, inutile e dannosa che, inoltre, potrebbe rappresentare un’occasione ghiotta per la criminalità, sempre a caccia di opportunità per infiltrarsi in un gigantesco appalto (che dovrebbe essere secondo soltanto a quello del grande porto commerciale)”.

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