Due scuole di pensiero

Demolizione o nuova vita, quale futuro per i nostri storici edifici?

In questi giorni la demolizione di un antico palazzo in via Trattati di Roma, mentre altri pezzi del passato continuano in qualche modo a vivere

Attualità
Molfetta martedì 15 maggio 2018
di Adriano Failli
L'ex cementificio alle spalle della stazione
L'ex cementificio alle spalle della stazione © Giuseppe Facchini

Pezzi di storia che vanno, altri che restano, in qualche modo, magari destinati a nuova vita. E' il destino inevitabile di una Molfetta che cambia, di ere che ci abbandonano: ma che fare dei grandi edifici, testimoni abbandonati di un passato a cui ormai da tempo abbiamo dato le spalle? E' questo l'interrogativo che dà vita ad una serie di riflessioni che si ripercuotono in diversi ambiti, da quello tecnico-giuridico, a quello storico-politico.

Si tratta dei tantissimi palazzi presenti nel cuore della nostre città, laddove un tempo si delineava il perimetro urbano e ci si addentrava nelle zone più periferiche di Molfetta; qui spiccavano ex cementifici e industrie di ogni genere che durante la fine dell'Ottocento e per buona parte del Novecento sono stati il fiore all'occhiello della nostra città, prima che gli impianti si stabilizzassero nella nuova zona industriale e artigianale.

Eppure il futuro di questi edifici non può tendere verso un'unica direzione, ma è soggetto alla situazione giuridica in cui questi vertono, al giudizio politico delle amministrazioni e dei nuovi proprietari. Molti terreni sono infatti stati acquistati e presto potrebbero sorgere nuove costruzioni, oppure si potrebbero tentare altre strade, ben più coraggiose e difficili da percorrere, che puntano alla rivalorizzazione di questi pezzi di storia. La cronaca di questi giorni, vede raccontarci la demolizione di un antico immobile in via Trattati di Roma, che ormai da tempo verteva in stato di abbandono, per lasciare posto a una nuova costruzione con destinazione residenziale.

Diverso destino pare invece spetti alle due storiche ciminiere presenti alle spalle della stazione e appartenenti ad uno stabilimento attivo sin dalla fine del XIX secolo. Nonostante i locali che ospitavano gli operai siano stati demoliti, i due fumaioli dovrebbero essere parte integrante delle nuove costruzioni della zona. Due scuole di pensiero e due filosofie: distruggere ciò che ormai è stato abbandonato dalla storia o mantenere in qualche modo viva la memoria di questo passato, donando nuova vita a ciò che un tempo era un luogo di lavoro o di vita ed oggi un immobile troppo spesso dimenticato.

Non sono mancate in merito, in diversi consigli comunali o altre occasioni, anche discussioni in merito al problema, dove la pubblica amministrazione ha provato ad emanare un proprio parere sulla necessità di preservare, in qualche modo, la memoria. Chissà che anche la politica non possa fare la sua parte e provare a ridare in qualche modo vita a questi luoghi.

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