Il caso

Ai limiti della sopravvivenza. Ma ora basta: «Liberiamo i cani da quell’inferno»

Vivono in condizioni terribili, in un tugurio nei pressi del cimitero, con due persone straniere senza fissa dimora

Attualità
Molfetta venerdì 10 agosto 2018
di La Redazione
Uno dei cani che vive in condizioni al limite nel casolare vicino al cimitero
Uno dei cani che vive in condizioni al limite nel casolare vicino al cimitero © n.c.

Una storia che indigna e colpisce, che lascia amaro in bocca e un pizzico di rabbia. E non solo in chi ama gli animali. Ferisce i sentimenti e induce riflessioni. Certo, garantisce poche risposte purtroppo. Una storia nota, ma che di tanto in tanto rimbalza sulle home page di cronaca o sulle bacheche dei social network.

La storia riguarda due persone, di nazionalità polacca, e un gruppo di cani. Non quantificabile perché variabile. Cani in condizioni al limite del maltrattamento, esseri umani che vivono nella periferia della città ma pure ai margini della vita. Spesso “ostaggi” dell’etilismo e per lo stesso motivo annebbiati dai fumi dell’alcol. Con i cani che, nolenti, ne pagano le conseguenze.

Li si vede spesso all’esterno, persone e cani, di alcuni supermercati di Molfetta. Li si vede chiedere elemosina o sovente alla prese con i volontari della Lega per la difesa del cane o con gente comune. Chiedono loro spiegazioni, tentano di ricondurli alla ragione. Altre volte (il che è molto peggio) passano il loro tempo nel tugurio che usano come casa nei pressi del cimitero. In questo luogo angusto e per certi aspetti rivoltante lasciano cani e gatti, di vario tipo ed età. Stando alle foto e ai video che Molfettalive ha avuto modo di visionare, non è un bel vedere.

Confusione e sporcizia regnano sovrane, vino sparso un po’ ovunque, letti sfatti, contesto fatiscente. E i cani lasciati quasi a se stessi. Magari pure benvoluti, ma in modo paradossale. Senz’altro lontani anni luce da quello che è il senso comune, non solo di benessere, ma anche di dignitosa esistenza. “È una storia che va avanti da tempo – afferma Titti La Volpe, presidente della sezione molfettese della Lega del cane – Ne abbiamo fatte di segnalazioni, ma quasi senza risultato. Di questa situazione sono a conoscenza tutti: servizi sociali, polizia locale, sindaci. Gli unici a intervenire, però, sono state le guardie zoofile. Sono andate in quella casa e sono riuscite a portar via due cuccioli. Era il massimo che si potesse fare e sono state anche minacciate”. L’episodio accadeva un anno e mezzo fa, venne fatta una nuova segnalazione ma senza risultato perché i controlli si conclusero con un nulla di fatto.

“Non so più che fare – prosegue – Quelle persone vanno tolte di lì perché vivono in condizioni disumane. Andrebbero portati in una struttura adeguata. Invece restano, con il paradosso che il servizio veterinario ha pure intestato a loro i cani”. Questa è l’altra faccia di una storia assurda, che non può avere logica. Così come è completamente illogico l’atteggiamento che molti pseudo amanti dei cani mettono in atto. Perché continuare a consegnare a quelle due persone animali che non si vogliono tenere in casa? Da una parte, infatti, c’è chi prova a portarli via da quell’incubo, dall’altra lo stesso incubo viene alimentato da chi li conduce “all’inferno”. Un cortocircuito mortifero.

“Qualche giorno fa – conclude Ilario che ha segnalato nuovamente la storia – mi sono imbattuto in uno dei cani tenuti da quelle due persone. Aveva evidenti piaghe, non mi sembrava fosse in buone condizioni. Non è normale. Serve dare una mano alla Lega del cane e a tutte le associazioni che si battono per i diritti degli animali. Occorre dire basta a questa situazione”.

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