L'iniziativa

Il diritto al ricordo con “Non a caso”

La presentazione del libro al Museo diocesano

Cultura
Molfetta sabato 15 luglio 2017
di Alessandra Petruzzella
La presentazione del libro "Non a caso" al Museo diocesano
La presentazione del libro "Non a caso" al Museo diocesano © molfettalive.it

Diritto al ricordo e memoria viva sono stati i temi dibattuti giovedì attraverso il libro “Non a caso” presso il Museo diocesano, volume nato dalla esigenza di ricostruire la memoria delle vittime pugliesi di mafia.

L’evento è parte di una catena di appuntamenti in occasione della manifestazione “Rinascere dal dolore” promossa da AMEI e dal Museo diocesano. Sono intervenuti al dibattito Daniela Marcone autrice e curatrice del volume e vicepresidente dell’associazione Libera; Elisabetta Liguori autrice di uno dei racconti di cui è composto il libro; Antonio Nicola Pezzuto autore del saggio “Breve storia delle mafie in Puglia”; Sergio Amato presidente di Libera Molfetta ed Elvira Zaccagnino direttrice delle edizioni la meridiana.

“Non a caso” è un libro a più voci composto da 15 racconti in onore di 15 vittime di mafia di cui l’associazione Libera promuove la memoria rivendicando il diritto al ricordo spiegato da Daniela Marcone:” Il diritto al ricordo è difficile da portare avanti perché è come se in Puglia ogni familiare di queste persone vittime portasse comunque avanti un percorso di memoria. Ma ciò che li univa era il dolore quindi quando ci vedevamo parlavamo di dolore e ogni tanto allegria perché la vita ha bisogno di essere vissuta con il sorriso. Bisognava iniziare a raccontarle queste persone per far sì che i sogni di queste persone non andassero perduti”.

Speranze e desideri delle giovani vite ormai perdute diventano memoria viva grazie al racconto di cui si sottolinea l’importanza in quanto il suo ruolo, come sostiene Elisabetta Liguori, è assimilabile al diritto. ”Le parole – afferma – sia nel diritto che nella narrativa diventano formine che sulla sabbia danno una forma di un castello o qualsiasi cosa. Con le parole prendono forma i vari granelli di sabbia. Voglio dare forma a quello che accade alle persone che entrano in questo reticolo. Una forma visibile e quindi condivisibile”.

Infatti, è proprio la fitta rete di mafie radicata nel territorio a rendere difficile una possibile identificazione di queste. Antonio Pezzuto ci prova e fa luce sulla rete di mafie presenti nel nostro territorio differenti dalla rinomata “Sacra Corona Unita”.

L’appuntamento si conclude con l’intervento di Sergio Amato che riporta alla memoria l’uccisione del sindaco molfettese Gianni Carnicella avvenuta il 7 luglio del 1992, ostacolo per il predominio sul territorio da parte di terzi. L’associazione Libera ne rintraccia ancora i motivi interpellando persone che hanno condiviso alcuni aspetti del suo operato e andando oltre la verità processuale che ci è stata consegnata.

“Trasformare il ricordo in memoria viva” è l’obiettivo di questi appuntamenti organizzati da La Meridiana di cui si evidenzia l’importanza al fine non di raccontare l’orrore ma di dare una risposta per capire cosa fare e come portare un rinnovamento nel territorio pugliese.

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