Dopo i successi dello scorso febbraio

Torna "Il medico dei pazzi", la commedia del sorriso e della riflessione

Sabato 29 luglio all'anfiteatro di Ponente

Cultura
Molfetta domenica 16 luglio 2017
di La Redazione
"Il medico dei pazzi"
"Il medico dei pazzi" © n.c.

Un’umanità stravagante ma forse più tipica di quanto si pensi. Il sorriso (quando non la risata) e la profonda riflessione che da questi, inevitabilmente, scaturisce. Questo, e molti di più, “sfileranno” sabato 29 luglio, quando all’anfiteatro di Ponente (apertura alle 19.30, sipario ore 20) andrà in scena “Il medico dei pazzi”.

Si tratta di una commedia in vernacolo molfettese che trae spunto da quella originale in dialetto napoletano di Eduardo Scarpetta. Lo spettacolo rappresenta una replica, dopo le quattro serate (condite dagli applausi degli spettatori) che in febbraio furono vissute al teatro Don Bosco.

La specificità dell’evento, però, sta anche nel soggetto promotore. L’iniziativa, infatti, è partorita dalla confraternita di S. Antonio, che ha puntato forte sulla cultura (e nello specifico la cultura popolare) da un lato per promuovere se stessa, dall’altro per lanciare messaggi dallo spiccato valore sociale e pedagogico. In coerenza, peraltro, con gli ideali e la “missione” sottesa all’attività di una confraternita.

Non stupisce allora che gli attori siano tutti confratelli; che il ricavato sia utilizzato per le opere di carità svolte dal sodalizio. E francamente, visti i risultati dei precedenti, non stupisce neanche che il pubblico si diverta. E qui sta il nocciolo pedagogico dell’idea: proporre una serata spensierata e alternativa rispetto al “refrain” della quotidianità. Indurre al sorriso spassionato e appassionato, ma fornendo al contempo la chance di una meditazione alleggerita dalla comicità.

Abile tessitore della trama è il popolare Sciosciammocca, una sorta di umanissimo Pulcinella, insieme al quale salgono sul palco persone e personalità inconsuete eppur umanissime. Non solo maschere, ben più di rappresentazioni. Ecco lo scrittore, il giornalista, il violinista, l’attore. O semplicemente la mamma. Ognuno con le sue ambizioni, quando non ossessioni. Tutti con un proprio mondo, che si interseca con il mondo degli altri. La storia personale che diventa storia di tutti. L’abbraccio spontaneo tra le microscopiche vicende quotidiane e le caratteristiche universali del cuore umano.

Oggi come ieri. Ieri come sempre.
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