di Lucia G. Binetti
Uscirà a gennaio il film-documentario “Alda Merini-Una donna sul palcoscenico” del regista pugliese Cosimo Damiano Damato, presentato sabato nella libreria “Il Ghigno”.
La cosa più normale in questo caso, i rumori di fondo che accompagnano la lettura delle poesie di Alda Merini, certi che lei non potrà che gioirne, dovunque si trovi.
Ma non basta, il pc fa le bizze, la Merini non amava i computer, e allora si parla, si legge, si ascolta: il racconto di Cosmo Damiano Damato, vero e toccante, le poesie lette da Anna de Pinto, Michela Diviccaro, Maria Filograsso di “I'm teatro indipendentemente” e da chiunque volesse farlo, senza paura, senza barriere, se non quella della quantità di gente che ha affollato la libreria e rendeva difficile il passaggio.
Basta vederla dal lato poetico, dice la Merini stessa.
Facile la retorica su Alda Merini, molto meno parlarne a ragion veduta. E allora le testimonianze dirette, come quella del regista, appunto, e del maestro Vincenzo Mastropirro che anni fa ne ha musicato alcune poesie da “Ballate non pagate”, sono importanti per capire.
Capire la persona che era e il personaggio che ne hanno fatto i media, quanto volesse essere “una donna sul palcoscenico”, la prima donna, tanto da osteggiare con alcuni suoi versi la stessa Mariangela Melato che nel film di Damato legge le sue poesie. Poesie dettate al telefono, partorite all'improvviso tra una sigaretta e una lacrima, raccolte dai muri della sua casa, regalate a chiunque andasse a trovarla, insieme a qualunque piccolo oggetto che parlava di sé.
Il film “Alda Merini-Una donna sul palcoscenico” è stato presentato come Evento Speciale alle “Giornate degli Autori” di Venezia nel settembre scorso.
Gli incontri letterari al Ghigno continuano con “Expérience à recommencer” letture da Antonin Artaud, venerdì 27 novembre alle 20.