Attualità
26 novembre 2009

Mensa, lettera aperta dei genitori. Chiesto l'intervento di Striscia la Notizia

Una rappresentanza del Plesso San Pio – I circolo didattico “A. Manzoni” sulla gestione della Markas

di La Redazione

Sono sempre di più i cittadini che si rivolgono a Striscia la Notizia e alla stampa in generale per porre alla luce problematiche di tutti i giorni. Questo dato da solo basterebbe per illustrare il clima di crescente sfiducia nelle istituzioni, sempre più manifesta.

Questa volta, dopo la vicenda dei cani randagi, l'intervento del tg satirico di Antonio Ricci e della stampa locale è invocato sulla questione della mensa scolastica di Molfetta. A scrivere sono i genitori del Plesso San Pio – I circolo didattico “A. Manzoni”. Oggetto della lettera inviata anche al sindaco Azzollini, all'assessore Roselli, al Servizio Igiene Alimenti e Nutrizione dell'ospedale, al Dirigente Servizi Sociali Giuseppe Domenico De Bari e al presidente della Markas Service dott. Mario Kasslatter è un "Reclamo di inefficienza del servizio".

Il nuovo centro cottura Markas, azienda leader in Italia nel settore della refezione scolastica, sorge nell'ex palazzina della Molfetta Multiservizi nella zona industriale. L'azienda si è aggiudicata l’appalto per le mense scolastiche nelle scuole materne di Molfetta per nove anni, ma l'esito della gara è stato impugnato dinanzi al Tar da un'azienda uscita sconfitta, che si era rivolta ai giudici regionali chiedendo una sospensione cautelare dell’aggiudicazione, respinta. I giudici amministrativi si sono riservati di esaminare «nella più appropriata sede di merito» l'intera vicenda su cui non sono mancate le prese di posizione dei partiti di opposizione.

Secondo i firmatari della lettera, nei primi giorni di avvio del servizio mensa la mancata organizzazione degli operatori della società Markas «oltre a comportare ritardi, irregolarità e difficoltà nella divisione dei pasti» avrebbe inciso negativamente sulle attività didattiche dei bambini, «rallentandole o addirittura bloccandole».

Inoltre, stando a quanto dichiarato «nel merito della varietà del menù scolastico, sono stati serviti alimenti evidentemente non adeguati al livello di autonomia dei bambini di età prescolare (ad esempio formato di pasta inadeguata, eccessiva, fusi di pollo, carne ai ferri). A dispetto di ogni norma igienica, i bambini sono stati costretti a mangiare con le mani poiché – considerata l’età – non hanno ancora sviluppato l’abilità dell’uso del coltello; posate in ogni caso ritenute pericolose e inserite in buste sigillate che i bambini non possono oggettivamente aprire.

Si evidenzia inoltre che nel corso dei giorni successivi sono stati somministrati condimenti poco graditi ai bambini, primi piatti “collosi”, difficili da staccare dal piatto di plastica
».

«Il personale della Markas - continuano i genitori - ha più volte sottolineato che le collaboratrici scolastiche non possono “toccare” il cibo somministrato e, pertanto, non possono essere di aiuto ai bambini (età 3-5 anni). Altresì le insegnanti curando meramente l’aspetto educativo della mensa e non essendo in possesso di autorizzazione sanitaria sono impossibilitate ad intervenire al fine di agevolare i bambini nel mangiare. Si contesta, pertanto la mancata definizione di un accordo preliminare e conseguentemente la mancanza di un incontro congiunto tra responsabili della Markas, personale docente e non, finalizzato a chiarire ruoli e mansioni delle parti».

Nella lettera si sottolinea «avvalorata dalla testimonianza di una rappresentante dei genitori - la carenza di personale - nei primi giorni del servizio atto a garantire un congruo tempo di distribuzione delle pietanze e la possibilità da parte dei bambini di mangiare il pasto caldo».

I firmatari richiamano la società trentina «al rispetto del capitolato d’appalto che prevede anche la somministrazione dell’acqua, mai arrivata e consegnata ai bambini nell’arco dei primi giorni di refezione e, pertanto della assoluta inutilità dei bicchieri di plastica forniti che, essendo di consistenza leggera, si riversano con grande facilità procurando ulteriori disagi. Si chiede inoltre di recuperare il valore di quanto già pagato, fornendo ai bambini nei prossimi giorni un numero bottigliette di acqua per tutti i giorni cui è saltata la somministrazione».

«Prendiamo anche in considerazione che il servizio è appena avviato ma in qualità di genitori non siamo transigenti rispetto a quanto dichiarato come impegno da parte dello stesso presidente della società - dichiarata leader nel settore - il giorno della inaugurazione della mensa di Molfetta». "Il pranzo consumato nella mensa scolastica ha un importante scopo educativo, dal momento che rappresenta un’ottima occasione per il bambino di acquisire corrette abitudini alimentari" dichiarò il giorno dell'inaugurazione il presidente Mario Kasslatter.

I genitori, preso atto degli accorgimenti presi negli ultimi giorni come annunciato dall'assessore Roselli, attendono «ulteriori risposte chiare, elementi migliorativi tesi ad evitare il ripetersi di situazioni poco gradevoli e soprattutto efficienza e qualità al 100%».

Non più tardi di domenica era stato il consigliere dei socialisti Nicola Piergiovanni a chiedere l'istituzione di una commissione mensa.

4 commenti per questo articolo
postato da annade12
01 dicembre 2009 @ 13.17
Ieri mia figlia ha mangiato tutto e devo dire abbastanza bene. In serata mi chiedeva per cena la salsiccia che aveva mangiato a pranzo. Anna
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postato da giuseppe27
27 novembre 2009 @ 16.50
oggi mio figlio ha detto non ho potuto mangiare la platessa x non sapevo tagliarla bimbo di 4 annicosa dite voi della markas
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postato da aruanno
26 novembre 2009 @ 16.42
non capisco come l'appalto l'abbia vinto un'azienda di Bolzano, penso che i requisiti indispensabili per vincere la gara potevano essere garantiti anche dalle nostre aziende dedite al servizio mensa, a maggior ragione se si pensa che per legge sul federalismo fiscale, questi le tasse le spediranno al Nord anzichè alimentare le casse nostrane
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