di Rosanna Buzzerio
7 febbraio 2002. A molti questa data non dice nulla. Ma non a Luca, tredicenne di Giovinazzo, che ha visto stravolgere la sua vita di bambino.
Quel giorno di circa sei anni fa Luca è stato ritrovato dalla mamma pieno di contusioni, lasciato nudo e incosciente sulla neve.
Questo accadeva in un paese della Svizzera, dove Luca si era trasferito con la sua famiglia.
La sua voglia di vivere gli ha permesso di svegliarsi dopo tre mesi di coma, che gli ha lasciato profonde ferite psico fisiche: tetraparesi e cecità.
Dei motivi e di chi abbia compiuto tale gesto non si è mai saputo nulla.
Oggi Luca è un bambino simpaticissimo, che ha una grande voglia di apprendere, imparare, conoscere, e soprattuto con una grande forza d’animo che gli consente di affrontare la vita con coraggio.
Siamo venuti a conoscenza della storia di Luca dalla sua maestra di sostegno, che ci ha chiesto di aiutarlo a realizzare il suo sogno: la speranza di avere una vita “normale”.
Questa speranza arriva da oltre oceano.
“Oltreoceano”, ci ha spiegato papà Nicola, “precisamente in Florida esiste un centro sperimentale, chiamato “Ocean Hyperbaric Neurologic Center”, che effettua la iperbarico terapia con l’associazione di una particolare fisioterapia: “therasuite”.
Spiegando in parole semplici: per anossia, ossia per mancanza di ossigeno, nel cervello di Luca molti neuroni si sono addormentati, o distrutti, con questa terapia si ha la possibilità di svegliare alcuni neuroni.
Tale terapia funziona con l’applicazione della camera iperbarica, che ricrea la situazione di essere alla profondità di 5- 10 metri sotto il livello del mare, in più viene immesso ossigeno puro. In queste condizioni questo gruppo di ricercatori ha notato che la produzione di cellule staminali proprie, aumenta, e inoltre, l’applicazione dell’ossigeno puro va ad agire su questi neuroni dormienti, svegliandoli. Questa terapia deve essere affiancata da diverse ore di fisioterapia”.
Già ad ottobre scorso il nostro piccolo amico ha avuto un primo contatto con questo centro.
Da questa visita i medici si sono dichiarati ottimisti, anche se non si sono pronunciati sulle percentuali di recupero che potrà avere il bambino.
“Come genitori”, ha detto il papà, “siamo rimasti soddisfatti di questo incontro perché non ci hanno illuso, siamo consci di quello che dobbiamo affrontare”.
La terapia ha una durata di cinque anni, che si terrà a cicli di tre- quattro mesi all’anno in quanto il corpo umano, oltre non reagisce, perché stanco.
Costo di questi cicli è di 300mila euro.
“Una spesa considerevole, se si parla di una famiglia monoreddito, da padre non me la sento di dire a Luca, dopo tutto quello che ha passato, non ci possiamo andare per un problema finanziario”.
Luca, in fondo, ci chiede solo di sperare e di aiutarlo.
Chiunque voglia conoscere meglio la storia di Luca può collegarsi al sito: www.amicidiluca.com, dove c’è un contatore sempre aggiornato sui versamenti che arrivano sul conto bancario: IBAN: IT 35RO101041383041400000068; BIC: IBSPITNA intestato a Luca Mongelli.