Attualità
25 febbraio 2009

Processione della Croce: «quelle luci dovevano essere spente»

Il Comune non ha attuato lo spegnimento dell'illuminazione del Borgo come richiesto dal Priore dell'Arciconfraternita della Morte dott. Francesco Stanzione e autorizzato dal sindaco.

di La Redazione

Tutto era stato predisposto nei minimi particolari.

L'atmosfera che si sarebbe creata avrebbe conferito all'evento religioso - quest'anno raccontato anche dalle telecamere Rai e Telenorba - ulteriore suggestione. Ma qualcosa è andato storto.

Un errore nella catena di comando ed ecco che la disposizione del sindaco Azzollini seguita alla richiesta scritta del Priore dell'Arciconfraternita della Morte dott. Francesco Stanzione non è stata attuata.

Le luci
durante l'uscita della Processione della Croce avvenuta alla mezzanotte di oggi sarebbero dovure rimanere spente, invece il Borgo era come sempre illuminato a giorno. I 65 lumini che il priore aveva provveduto a far accendere sulla muraglia, così, sono rimasti visibili solo ad un attento osservatore e l'effetto scenico ne ha inevitabilmente risentito.

Il Priore ha scritto così una lettera aperta, inoltrando copia della domanda fatta pervenire al Comune e protocollata il 27 gennaio. Un mese non è bastato a via Tattoli per attuare la richiesta.

«Prego di pubblicare questa mia nota, in qualità di Priore dell' Arciconfraterita della Morte,  - scrive Stanzione - per stigmatizzare tutta la mia disapprovazione nei confronti di chi aveva la responsabilità di eseguire la disposizione del Sindaco, a seguito di mia specifica richiesta, come ogni anno, di procedere allo spegnimento della pubblica illuminazione dalle ore 11,40 del 24 febbraio alle ore 00,20 del 25 febbraio, in concomitanza con l' uscita della tradizionale processione della Croce.

Contrariamente a quanto richiesto e disposto dal Sindaco le luci sono rimaste accese, privando la popolazione, le tante persone venute dai paesi vicini e la processione stessa, di un momento di grandisimo effetto coreografico ed emotivo nel contempo.

Allego alla presente la copia della mia richiesta inoltrata in data 27 gennaio, esattamente un mese prima dell' evento, affinchè sia noto a tutti che la responsabilità non è stata del Priore ma di quell' addetto comunale che evidentemente non ha saputo fare il suo dovere.

Non posso, per il ruolo che ricopro in seno all' Arciconfraternita della Morte, esprimere quale sia la mia opinione nel merito, ma come cittadino mi sento di dare tutto il mio appoggio a quanto il Ministro Brunetta va predicando da diversi mesi a questa parte
».

15 commenti per questo articolo
postato da emy81_it
12 marzo 2009 @ 10.02
E quanta ignoranza!Ma possibile che non vediate la bellezza di trasmettere agli altri le nostre belle tradizioni?Altro ke "minuti su telenorba", si è trattato un intero servizio su rai3.Con gente che ragiona così non si andrà mai avanti, povera Italia!
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postato da emy81_it
12 marzo 2009 @ 10.01
Ma quante parole buttate al vento! Lo schifo era dato dalla luce pubblica(come afferma il priore), la luce delle telecamere era indispensabile (GENI DISUMANI, ALTRIMENI COME VENIVANO LE RIPRESE???!!!)
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postato da Tomby
28 febbraio 2009 @ 09.44
Non vedo dove possa io, aver peccato di coerenza. Non ho negato la vista a nessuno. Non ho intralciato nessuno. Non ho accecato nessuno. E per inciso...io mi trovavo dietro la telecamera. Non davanti. Non ho bisogno di dare spettacolo.
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Un mese non è bastato a via Tattoli per attuare la richiesta
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