Verso le elezioni

«Una città da ricostruire». La soluzione di Tommaso Minervini

Il candidato sindaco delle liste di centro fa il punto della situazione

Politica
Molfetta domenica 19 marzo 2017
di La Redazione
Tommso Minervini © n.c.

Venerdì c’è stato il lancio della campagna elettorale. E a qualche ora da quella serata, Tommaso Minervini procede convinto. In attesa che centro destra e centro sinistra trovino la quadra, lui avanza spedito nella sua attività di racconto alla città, del suo programma e delle sue idee. Le parole d’ordine sono orientate alla concretezza con cui affrontare e soprattutto risolvere i problemi della città. Concretezza ed esperienza.

Tommaso Minervini, spesso fa riferimento al termine soluzione. Ma soluzione a cosa?
Soluzione rispetto alla decomposizione e sgranatura del tessuto politico-istituzionale della città, un tessuto che non riesce ancora a fare analisi di ciò che è successo in questi mesi. Ancora si rimane nel chiuso delle stanze a dibattere di pseudo argomenti autoreferenziali che non individuano la soluzione per la città.

Allora può dirci qual è la sua soluzione?
Ricucire le energie positive, mettere insieme la città reale. Non andiamo a fare scrematura ideologica e intellettuale perché la città è fatta da imprenditori e operai, uomini di cultura e persone giovani, è fatta da esigenze sociali. La città reale si deve rimettere insieme per un cammino positivo, lasciandosi alle spalle veleni e facili etichettature.

Eppure sono in tanti a dire che la soluzione Tommaso Minervini sia figlia di un tempo ormai superato.
Io invece direi che sono esponente del modo di fare politica che serve oggi alla città. Sin da settembre stiamo costruendo un processo partecipativo reale, mettendo insieme varie parti della città, restituendo un collante stracciato a livello istituzionale e di rappresentatività. Giocare sull’età anagrafica per mistificare le improvvisazioni, gli errori derivanti dall’inesperienza o, prima, dai deliri di onnipotenza, non offuscherà l’idea dei cittadini che sanno bene che in questo momento storico della propria città serve autorevolezza, esperienza, credibilità ed equilibrio.

Non pensa che sia paradossale la coesistenza di anime così diverse all’interno della stessa coalizione?
Veniamo fuori da un’esperienza politica ideologica compatta che ha avuto il suo epilogo dopo tre anni con le dimissioni del sindaco. Così come in precedenza venivamo dalla implosione del centro destra sotto gli occhi della città. Di fronte a questi due dati di fatto si discetta sulla prognosi o sulla prospettiva dell’unica area che sta mettendo insieme le persone e la città reale. Si tratta solo di qualunquismo e di facile denigrazione. La mia storia personale è ben conosciuta in questa città e l’autorevolezza e la credibilità saranno il miglior collante della prossima amministrazione con un elemento nuovo: il terzo livello di governo, cioè la partecipazione diretta e formale di competenze professionali, di persone impegnate nel sociale, di uomini della cultura e dell’arte, che avranno il compito di coordinare per macro obiettivi alcuni temi importanti per la città, dalle coste al porto alla cultura, alle scuole.

Temi importanti per la città, diceva. Se dovesse scegliere le priorità del suo programma, su quali punterebbe?
Sullo sviluppo spinto delle attività industriali, che saranno promosse al massimo; realizzazione della smart city (ovvero grande attenzione all’innovazione tecnologica per sicurezza ambientale, controllo del traffico, lotta alla devianza, massima trasparenza nel rapporto tra cittadino e pubblica amministrazione).

E sulla raccolta differenziata porta a porta, come si pone?
Rimane fermo il principio del riciclo che deve aumentare perché il rifiuto è una risorsa. Ma va cambiata radicalmente la metodologia di raccolta, che deve essere concordata quartiere per quartiere, rimuovendo le fonti di infezione, restringendo al massimo i tempi di permanenza all’esterno del rifiuto, eliminando l’abnormità dei mastelli sparsi per la città, aumentando le isole ecologiche con l’introduzione di un’isola ecologica itinerante al servizio di anziani e invalidi. E dobbiamo rendere concreta la possibilità di riduzione della Tari per chi differenza di più.

Non ritiene che tra gli argomenti prioritari ci siano anche i problemi legati al bilancio? O pensa sia una questione troppo tecnica per farla entrare in campagna elettorale?
Il bilancio è il problema. E non è una condizione tecnica e ragionieristica, ma il portato, la rappresentazione dei malfunzionamenti dei settori comunali. Questa è una situazione che si trascina da dieci anni. Oggi totalizziamo una enormità di disavanzo. Serve la riorganizzazione completa di tutti i servizi municipali, a cominciare dalla macchina dei dipendenti comunali.

Torniamo al concetto di Smart City. Su cosa vuole puntare concretamente?
Smart city è utilizzazione delle tecnologie avanzate a servizio della città. Con un project financing vogliamo costruire una copertura nella città con cui gestire automaticamente la pubblica illuminazione, realizzare un risparmio in termini di costi di energia elettrica, monitorare l’ambiente, gestire la macchina municipale in modo che il cittadino possa verificare l’andamento delle proprie richieste, dei propri procedimenti, consentire pagamenti telematici dei servizi, introdurre i servizi alla persona (sistemi di controllo dei malati e delle persone anziane e invalide), diffondere in rete iniziative culturali e beni culturali esistenti in città. La smart city è portare Molfetta a livelli di servizi tecnologicamente avanzati come nelle grandi città del nord Italia ed Europa. Senza gravare sul bilancio comunale.

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