Verso le elezioni

Maralfa: «Questa sinistra non ci piace, non aderiremo a coalizioni»

«Ci sembra inconsistente un progetto politico amministrativo fondato sulla scelta delle persone anziché su quelle strategiche e concrete»

Politica
Molfetta venerdì 21 aprile 2017
di La Redazione
Bepi Maralfa ed i ragazzi di Linea Diritta
Bepi Maralfa ed i ragazzi di Linea Diritta © Studio360

Riceviamo e pubblichiamo la nota del movimento Linea Diritta e del suo leader Bepi Maralfa.

In occasione delle consultazioni amministrative del giugno 2017, il movimento indipendente Linea Diritta non aderirà ad alleanze o coalizioni politiche, fra quelle sin qui in campo, in quanto reputa inconsistente un progetto politico amministrativo fondato sulla scelta delle persone anziché su quelle strategiche e concrete.

Questa sinistra non ci piace.

Non ci piace perché frammentata, disorientata e poco protesa verso il raggiungimento di uno stato di benessere cittadino di cui, alla luce delle dimissioni del sindaco Paola Natalicchio come apice di una stagione politica inizialmente ricca di contenuti ed aspettative ma poi caratterizzata da forti e mai sopiti contrasti interni alla coalizione, si avverte fortemente il bisogno.

A questa sinistra manca un leader, manca una guida sicura.

Essa non è rappresentativa di una parte di se stessa: l’area moderata e civica.

L’offerta politica, al contrario, deve rispecchiare i desiderata dei cittadini, i quali hanno diritto di sapere prima e non dopo le elezioni come è stato e come verrà speso il loro denaro, se essi diverranno ciechi strumenti di occulte alchimie finanziarie tese all’aumento delle tasse per far quadrare i conti pubblici o per effettuare pagamenti preferenziali agli amici, trovandosi però, come è innegabile, di fronte ad una città non pulita e, a tratti, davvero indecorosa.

Hanno il diritto di sapere se potranno vedere i loro sacrifici e le loro attese tradotte nella realizzazione di uno spazio pubblico, di una strada, di una spiaggetta cittadina, se attenderanno invano le circolari o potranno veder potenziati i trasporti pubblici e le infrastrutture, se dovranno attendere mesi prima di vedere sfalciate le erbe stagionali dinanzi alle loro abitazioni, se le disinfestazioni territoriali potranno, come per legge, essere realizzate in modo continuo.

Se i nostri figli e nipoti potranno ancora sperare in una rigenerazione e riqualificazione dell’ambiente e dell’esistente, realizzabili.

La politica ha il dovere di fare tutto questo, di porsi al servizio della città.

La macchina comunale, gli impiegati ed i funzionari, di qualunque estrazione politica siano, hanno il dovere di rispettare le regole e remare in tale direzione. L’amministrazione comunale ha il dovere di prevenire e reprimere, nel rispetto delle regole e del mandato amministrativo, le significative violazioni dei doveri.

Occorre una azione di governo immediata, forte, trasparente e fondata sull’applicazione delle norme e del diritto che abbia come veicolo la questione morale e la rivoluzione culturale, nonché i principi costituzionali di legalità, uguaglianza e buon andamento.

Povertà e disagio sociale, patrimonio comunale, parchi, pubblica sicurezza, porto, pulizia sono termini che appaiono aboliti dal vocabolario politico mentre invece se ne deve sottolineare la loro valenza e l’assoluta necessità di porle a base di una seria, onesta e realizzabile offerta politica.

Ringraziando tutte le forze politiche per averci rispettato e in questi mesi tenuto ai tavoli di confronto con pari dignità, usciamo a partire da oggi da un progetto di coalizione fondato su persone e non su temi e che, peraltro, al momento non sembra neppure solidamente strutturato ma cangiante.

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