venerdì 13 marzo Articolo

Vuoi fare pace con il Fisco? È possibile con la voluntary disclosure

Lista Falciani: la punta di un icerberg ma l’emersione si può ancora regolarizzare

a cura: Dan&Partners

È ora possibile per tutti gli italiani che hanno violato degli obblighi dichiarativi in Italia o detengono attività all’estero, regolarizzare la propria posizione con il Fisco per mezzo di un nuovo procedimento di "pacificazione fiscale" tra il contribuente e l'amministrazione finanziaria.

Per questo motivo, si ritiene davvero opportuno parlare, in questo primo appuntamento, della voluntary disclosure, una nuova norma che consentirà di regolarizzare quei capitali che sono detenuti illecitamente all’estero o in violazione di determinati obblighi di legge in Italia.

Il disvelamento della lista Falciani, infatti, è solo la punta di un icerberg, ma va considerato che il nome degli italiani di tale lista, quella del 2010, ha fruttato un recupero effettivo di 30 milioni di euro, mentre non si conosce ancora il numero di quelli presenti nella seconda lista. Oggi, dunque, tutti quegli italiani che non sono ancora entrati nel mirino della Guardia di Finanza, possono prendere l’ultimo treno per regolarizzare la loro posizione con il Fisco senza incorrere in sanzioni penali.

In realtà, la crisi globale ha spinto sia gli Stati Sovrani che le istituzioni extra-comunitarie a contrastare l’evasione e l’elusione fiscale nazionale ed internazionale. Numerose sono state le iniziative promosse in tal senso, ma sicuramente determinanti sono stati gli accordi tra gli Stati, che hanno consentito lo scambio automatico delle informazioni tra banche e Amministrazioni finanziarie, lasciandosi così alle spalle il ricordo del famigerato segreto bancario.

Arriva, dunque, la legge n. 186/2014, che, a partire dal 1° gennaio 2015, consente il rientro dei capitali detenuti all’estero e l’emersione dei capitali non dichiarati detenuti anche in Italia. È bene chiarire al Lettore che non si tratta del vecchio scudo fiscale (che prevedeva l’anonimato gestito dagli istituti bancari). Ora la novità significativa è costituita dall’opportunità di usufruire di molti aspetti premiali che riguardano sia le sanzioni che, soprattutto,  la non punibilità dei reati tributari.

Pertanto, dinanzi all’evoluzione del quadro legislativo, anche l’Italia adeguandosi ai modelli internazionali, consentirà, fino alla data del 30 settembre 2015, di regolarizzare non solo tutte le attività di natura finanziaria e patrimoniale estere (c.d. voluntary disclosure estera), ma anche gli attivi localizzati in Italia in violazione di obblighi dichiarativi ai fini delle imposte sui redditi, relative addizionali, imposte sostitutive, Irap, Iva (c.d. voluntary disclosure interna).

I soggetti interessati all’operazione di emersione formano una platea davvero vasta. Infatti, tutti gli italiani che hanno occultato al fisco qualsiasi tipo di accrescimento patrimoniale non dichiarato, potranno ora farlo emergere e regolarizzarlo. L’emersione riguarda sia persone fisiche, obbligate alla compilazione di specifici quadri all’interno della propria dichiarazione dei redditi, sia società di capitali e di persone residenti in Italia che potranno accedere anche essi alla sanatoria delle violazioni attraverso la disclosure nazionale. Dunque, elemento incisivo nella voluntary disclosure è stato sicuramente l’uniformità del trattamento adottato, che consente sia alle società che alle persone fisiche di riappacificarsi con il Fisco.

Chi può aderire alla disclosure?Cosa può essere sanato con la voluntary disclosure?
- Persone Fisiche
- Enti non commerciali
- Società semplici
- Società di persone
- Società di capitali
- Associazioni professionali residenti in Italia
- Conti correnti
- Immobili
- Partecipazioni
- Marchi e brevetti
- Polizze assicurative a contenuto finanziario
- Oggetti di antiquariato
- Metalli preziosi
- Cassette di sicurezza
- Navi da diporto estere
- Yacht
- Barche

Il primo passo verso la regolarizzazione è quello di rivolgersi a un professionista specializzato in materia, il quale provvederà a valutare la documentazione, analizzando la genesi di tutte le attività e il profilo finanziario-fiscale del contribuente. In seconda battuta, sarà necessario presentare l’istanza all’Agenzia delle Entrate. Solo dopo aver analizzato tutte le informazioni e i documenti presentati dal contribuente, l’Ufficio inviterà il contribuente o il professionista che lo rappresenta, a definire quale sarà la strada utile per la regolarizzazione dei capitali. Ed infine, il contribuente potrà effettuare il pagamento delle somme dovute sia in un'unica soluzione oppure in tre rate mensili di pari importo, così dopo il pagamento di tutta la somma, si perfezionerà e si concluderà la procedura di regolarizzazione.



Informazione pubblicitaria a cura dell'inserzionista.


Chiudi Non visualizzare di nuovo