In marcia per la pace

Per la seconda volta Molfetta ospita un appuntamento non solo simbolico

Molfetta - mercoledì 16 dicembre 2015
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La marcia per la pace si svolge a livello nazionale ormai dal 1968, ogni anno in un luogo differente e su un tema in particolare.

Molfetta ha già avuto l’onore di accogliere questa manifestazione nel 1992, in uno degli ultimi grandi appuntamenti pubblici di don Tonino. Non può che far piacere allora sapere che il 31 dicembre di questo imprevedibile 2015 ospiterà nuovamente questo evento. Lo aveva ufficialmente comunicato Mons. Giovanni Ricchiuti, attuale presidente nazionale di Pax Christi, in occasione dell’inaugurazione dell’ostello dell’accoglienza lo scorso 7 settembre.

“Per la pace fatti in quattro pure tu”, diceva don Tonino. Oggi forse ci si sente impotenti pur facendosi in mille. Si resta impauriti e senza vigore di fronte a tutti gli accadimenti che, da troppo, stanno brutalmente sconvolgendo il mondo.

Marciare allora non dev’essere un rito, un’abitudine, un evento; piuttosto un’occasione di riflessione, per poi agire. Sprechiamo troppe parole per la pace e ad esse non sempre corrisponde un’azione virtuosa, convinta.

È fortemente esortativo, allora, lo slogan scelto da Papa Francesco per la 49ª Giornata mondiale della pace: Vinci l’indifferenza e conquista la pace. Questa frase ci deve spogliare della convinzione che non si possa cambiare lo stato degli eventi mondiali, che tutti gli sforzi non siano in grado di dare giustizia a quanti la richiedono. Non importa, si cominci da qualche parte. Non si rimanga indifferenti o privi di speranza.

Le “cose” belle richiedono sforzo, energia, costanza, unione. La pace è un obiettivo continuo da raggiungere, per il quale sempre ci si deve adoperare, con sacrificio, ostinato impegno, tenace caparbietà.

Le Giornate della pace (e le conseguenti marce o manifestazioni in genere) non sono commemorazioni, sono possibilità per accendere gli animi. Per la pace si collabora, si mischiano le bandiere associative, si mettono a disposizioni idee, si elaborano progetti. Lavorare per la pace significa mettere in comune talenti e risorse; investire su intenzioni e sogni; ravvivare speranze e mettere in moto la creatività.

Gli operatori della pace lavorano ogni giorno, con alacrità, nel silenzio e nell’ombra delle vite più comuni e quotidiane, perché la pace interpella tutti, senza distinzioni economiche, religiose, culturali, sessuali.
I fortunati hanno sentito dire che la pace è un dono, ma Papa Francesco, consapevole delle mutazioni della società, precisa che è conquista, perché oggi più che mai niente va dato per scontato.

Susanna M. de Candia
(Vice responsabile diocesana Acr)

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