Basilica Madonna dei Martiri

Chiese, strade e piazze storiche, monumenti, palazzi ed edifici storici, insediamenti rupestri.

a cura di Mariella Nanna
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La costruzione della chiesa per volere di Guglielmo II il Normanno ebbe inizio nel 1162 sulla “carnaria” dell'Ospedale dei Crociati, luogo in cui riposavano i fedeli deceduti durante i pellegrinaggi in Terrasanta e perciò definiti “Martiri di Cristo”. Del tempio originario a due cupole rimane ben poco in quanto nel 1858 furono rifatte alcune fabbriche e la facciata che si presenta in perfetto stile neoclassico. Delle due cupole rimane solo quella che sovrasta l'altare maggiore.

La chiesa fu proclamata Basilica Pontificia Minore nel 1987 con l'intervento del cardinale Paolo Agostino Mayer.

Al suo interno è custodita un'immagine della Madonna dei Martiri particolarmente cara ai molfettesi, soprattutto ai marinai: si tratta di un dipinto ad olio su cedro (m 1 x 0,66), di fattura bizantina, raffigurante il busto della Vergine che stringe a sé Gesù Bambino. Secondo la tradizione popolare l'icona sarebbe stata portata dai Crociati nel 1188 di ritorno dalla Palestina, ma indagini approfondite indicano una datazione non anteriore al XIV sec. L'immagine, più volte sfuggita alle furie iconoclastiche e trasferita insieme ad altri oggetti di valore nel federiciano Castel del Monte durante la seconda guerra mondiale, fu restaurata nel 1979.

Nella chiesa si possono altresì ammirare pregevoli dipinti: la Madonna del Rosario risalente al 1574 e attribuita a Michele Damasceno; la Visitazione di Maria; la Morte di S. Giuseppe; l'Adorazione dei Magi. A tali dipinti si aggiunge la statua lignea di Maria SS. dei Martiri, eseguita nel 1840 dallo scultore napoletano Giuseppe Verzella, a cui fu commissionata come ex voto dal molfettese Mauro Oronzo Valente. In passato sulle pareti della chiesa erano esposti numerosi ex voto quale prova tangibile di miracoli compiuti dalla Madonna dei Martiri a favore di coloro che ne invocavano l'aiuto.

Nella piccola cripta a destra dell'altare maggiore è collocata una riproduzione del Santo Sepolcro, realizzata a spese del molfettese Bernardino Lepore nel 1503 con 62 pietre da lui portate dalla Terrasanta.

Accanto alla chiesa è situato un edificio a tre corsie impropriamente detto “Ospedale dei Crociati”; si tratterebbe invece dell'“Ospizio dei Crociati”, edificato nel 1095 per volontà di Ruggero I. Qui si fermavano i pellegrini di passaggio a Molfetta durante il viaggio di ritorno dalla Terrasanta. Non si può però escludere che nello stesso luogo trovassero assistenza e rifugio i soldati feriti o ammalati di ritorno dalla guerra in Terrasanta.

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