Il Pulo

Chiese, strade e piazze storiche, monumenti, palazzi ed edifici storici, insediamenti rupestri.

a cura di Mariella Nanna
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A circa 1,5 km dalla città di Molfetta si trova il Pulo, una dolina a forma di tronco di cono rovesciato, che misura 170 m di diametro e 30 m di profondità. Si trattava in origine di un'unica grande grotta, la cui volta crollò per il cedimento delle strutture di sostegno, dovuto all'azione corrosiva delle acque. Lungo le pareti del Pulo si aprono numerose grotte di varie dimensioni; molte sono intercomunicanti e ad alcune di esse furono assegnati dei nomi (“Ferdinando” e “Carolina” in onore dei sovrani di Napoli; “Gravina” sarebbe la grotta, attraverso i cui cunicoli, secondo la tradizione popolare, si poteva giungere alla città omonima, distante 30 miglia).

La dolina assume particolare rilievo dal punto di vista storico-archeologico, in quanto il sito era frequentato già nell' era neolitica , come mostrano i numerosi reperti archeologici rinvenuti durante gli scavi effettuati nel secolo scorso. Nel 1900 l'archeologo tedesco Mayer scoprì, in una zona circostante, resti di un insediamento capannicolo risalente al Neolitico, ma ad un'epoca anteriore a quella del Pulo. Gli abitanti di questo villaggio erano dediti all'attività pastorale, come testimonia il ritrovamento di resti animali, e all'attività agricola, come indicano i resti di macine in arenaria e in calcare. Numerosi sono i frammenti di vasi destinati a contenere le derrate alimentari e i liquidi, realizzati in ceramica impressa a crudo o in ceramica dipinta a motivi geometrici in rosso e bruno.
Tali scoperte confermano l'ipotesi secondo cui l'uomo a Molfetta fu prima capannicolo e poi cavernicolo.

Di notevole interesse storico-culturale sono anche le testimonianze del successivo processo di antropizzazione del sito: il Monastero dei Cappuccini , costruito nel XVI secolo sul ciglio occidentale del Pulo, nei cui pressi si ergeva la chiesa di S. Leonardo, dove aveva luogo il 6 novembre la festa in onore del santo; la nitriera , fatta costruire dal governo borbonico nel XVIII secolo per l'utilizzazione degli abbondanti depositi di salnitro che ricoprono le pareti interne delle grotte.

Il Pulo riveste grande importanza anche dal punto di vista naturalistico : la sovrapposizione fra la vegetazione spontanea e quella introdotta dall'uomo nel corso dei millenni ha portato al rinvenimento e alla catalogazione di numerosissime specie vegetali (più di 150). Fra queste menzioniamo: alloro, edera, ortica caudata, muraiola, romice comune, bietola e rucola selvatica, biancospino, iperico, erba canina, alberi di carrubo, di fico, d'olivo, di susino, di nespolo, mandorli ecc.

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