Mare, bonifica e veleni. «Domande senza risposta»

La conferenza di lunedì del Liberatorio Politico sulla salute del nostro mare

Attualità
Molfetta giovedì 20 maggio 2010
di Lorenzo Pisani
© Ispra

Il Liberatorio Politico proprio non riesce a staccare gli occhi dal cartello arrugginito e roso dalla salsedine di Torre Gavetone. “Pericolo - Divieto di balneazione – Presenza di ordigni inesplosi” c’è scritto, e in basso a destra è citata un’ordinanza della capitaneria di porto.

Più passa il tempo, più la ruggine fa il suo lavoro e più il cartello diviene illeggibile. «Un giorno prima o poi cadrà e allora che faranno le autorità? Ne metteranno uno nuovo? Non vorremmo sentire un giorno: “Ve l’avevamo detto che qui non si poteva fare il bagno”» si chiede Matteo d’Ingeo.

Interrogativi che si accumulano a quelli che ancora attendono risposta. Eppure sono stati presentati esposti, scritte lettere aperte, organizzati convegni.

Ci si può fare il bagno a Torre Gavetone? Si può mangiare il pesce? Domande che mai nessuno, solo pochi anni fa, si sarebbe sognato di porre.

L’origine di tutto secondo alcuni sono quelle migliaia di ordigni bellici adagiati sui fondali dalla fine del secondo conflitto mondiale. Abbiamo imparato a distinguerli a seconda del loro caricamento. Ordinario (semplice esplosivo) o speciale (componenti chimici). Da quando ha avuto inizio la bonifica delle acque del porto, esplosioni in mare o in cava segnano la linea di demarcazione tra le due categorie.

La serata di lunedì in cui il Liberatorio ha fatto il punto di quanto sta accadendo nelle acque di Molfetta ha avuto come ospite lo storico Antonio Leuzzi. Che ha criticato la stampa, rea a suo dire di diffondere allarmismi, preferendo soffermarsi su quanto già scritto sui libri di storia. Certo, non ci sono ancora dati precisi sugli armamenti italiani neanche riguardo la guerra di Etiopia, ma «io il pesce lo mangio!» afferma. Ritenendo infondate le notizie sui danni genetici ai pesci, riprese lo scorso 13 marzo dal Tg2 Dossier.

Leuzzi si sofferma sui giorni del conflitto in Adriatico, il bombardamento di Bari del 2 dicembre 1943, definito la “Pearl Harbour italiana” e l’ancora più dimenticata esplosione della nave americana Charles B. Hendersen del 9 aprile 1945, che causò la morte di 317 civili e 53 militari Usa.

Era così massiccia la presenza di ordigni bellici sulle nostre coste che sorsero due stabilimenti di sconfezionamento, uno in località Torre Gavetone e l’altro alla Prima Cala, nella zona dell’ex colonia.

In sala ci si chiede se questo possa essere eventualmente collegato alla proliferazione dell’alga tossica, l’Ostreopsis ovata, negli ultimi anni presente in concentrazioni sempre più elevate. Onofrio Allegretta di Marevivo propone un monitoraggio durante tutto l’anno, offrendo la collaborazione dei suoi sub. Si attende una riposta dell’Arpa.

L’estate intanto è alle porte. Il Gavetone, la spiaggia libera preferita dai molfettesi, si affollerà come sempre di bagnanti e quel cartello sarà sempre lì, almeno fino a questo inverno.

Immagine tratta dal sito http://www.rifiutiebonifica.puglia.it/bonifica/ in cui è illustrata l’attività di sminamento nelle acque di Molfetta.

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I commenti degli utenti
  • juventus31 ha scritto il 21 maggio 2010 alle 09:43 :

    FORZA MATTEO, tu sei tra i pochi che fa battaglie per la nostra salute e ambiente!!! Rispondi a juventus31

  • Lorentz ha scritto il 21 maggio 2010 alle 08:23 :

    Bagnasciugaaaaaaaaaaaaaa?????????????? ma l'articolo lo avete letto si o no??? E qui si pensa al bagnasciuga per i piccoli....Io se fossi in lei lo terrei piu lontano possibile dall'acqua e se proprio devo portarlo in mare lo farei a 200km a sud di Molfetta. Ascolti il consigli o legga l'articolo dell'espresso. Buona fortuna Rispondi a Lorentz

  • effegei ha scritto il 20 maggio 2010 alle 16:05 :

    Secondo voi,è mai possibile che noi molfettesi per poter andare al mare ,portare i nostri figli dobbiamo andare fuori dalla nostra città? Con quel bel mare che ci ritroviamo, proprio al gavetone, il mare più bello che ci possa essere a Molfetta. Se solo l'amministrazione molfettese fosse più attenta.....Che ci vuole ad aggiustare il bagnasciuga, dove noi molfettesi, tra mille peripezie, ci sdraiamo ed i nostri figli ci giocano? FATELO ALMENO PER I PICCOLI!!!!!!!!!!! Rispondi a effegei