Porto e bombe, il Comune: fine della bonifica dopo il 2015

Approvata una relazione tecnica su una nuova variante allo scalo. Nuova stima sulla fine delle operazioni di rimozione degli ordigni. La direzione: «La bonifica non interferirà con i lavori»

Attualità
Molfetta venerdì 25 marzo 2011
di Lorenzo Pisani
© MolfettaLive.it
Porto e bombe. Binomio inscindibile quando si parla del nuovo porto commerciale di Molfetta.

Mentre si draga e si costruisce, si liberano i fondali dai residuati bellici. Un doppio binario che spesso ha incontrato ostacoli e varianti. Compreso lo stop con conseguente risarcimento danni per 7,8 milioni di euro.

Un risarcimento pieno di polemiche, che comunque sembrava aver messo un punto fermo al termine della bonifica: 31 dicembre 2011. E una conferma che si andasse nella rotta giusta era arrivata lo scorso febbraio anche dall’ingegnere Gianluca Loliva. «Pensiamo di sì», aveva risposto sul rispetto della scadenza il tecnico della direzione dei lavori durante la visita della stampa al cantiere.

Di parere diverso la giunta Azzollini. In una delibera approvata lo scorso 18 marzo la data della bonifica si sposta oltre il 2015.
Il perché lo spiega una relazione del responsabile unico del procedimento, l’ingegnere Enzo Balducci, fatta propria con voto unanime dall’amministrazione comunale.

«L’attività di bonifica dei fondali interessati dai lavori, prevista per dicembre 2011», scrive Balducci, «non risulta attuabile, in quanto attualmente risultano bonificate l’80% delle aree relative allo scavo di imbasamento della banchina di N-W, (fatta eccezione per il “molo – martello e parte della zona rossa” individuata come zona 1 di mq.31.163) e le aree interessate dal dragaggio in corso. Da bonificare tutto il resto e da prospettare ancora parecchio».

La cosiddetta “banchina di N-W” è quella di nordovest deputata, assieme a quella di sudest, a «consentire l'attacco di navi di stazza superiore a quelle ipotizzate in sede di redazione del Piano Regolatore Portuale». «Anche – fu la decisione della giunta nel 2008 - se ciò dovesse implicare un aumento del costo dei lavori rispetto a quelli appaltati».

Una variante necessaria per ospitare anche le navi da crociera, e quindi fare del nuovo porto crocevia turistico in un settore in espansione. Per attuare le modifiche, riporta la relazione presentata alla giunta comunale, è stato necessario un nuovo progetto che ha tenuto conto anche dello studio sul moto ondoso commissionato al Laboratorio scientifico di Barcellona.

La bonifica dell’area interessata dalla variante è prevista «non prima del 2014, questo in base a quanto dichiarato dal Responsabile del nucleo Sdai, nella riunione del Comitato di Coordinamento tenutasi il 1 febbraio 2011 negli uffici della Regione Puglia, Assessorato alla qualità ambientale Servizio gestione Rifiuti».

Ma le lancette del tempo si spostano oltre quella data. Tre sono le aree del bacino ancora da monitorare ed eventualmente bonificare. Comprendono la cosiddetta “zona rossa” e coprono circa 208mila mq. La prospezione subacquea della prima area inizierà i primi di aprile 2011 «e secondo la stima fatta dal responsabile del Nucleo Sdai dovrebbe avere la durata di sei mesi».

Per le altre due zone, invece, ci sarà bisogno di una gara d’appalto, «il cui iter è stato già avviato». Nessuna previsione certa per la conclusione della bonifica. Al momento si sa solo che sarà «comunque successiva al 2015».

«Sulla base di questa previsione – riporta la relazione - e per evitare ulteriori richieste di maggiori oneri da parte dell’Ati appaltatrice è opportuno stralciare il dragaggio previsto in quelle aree non prospettate la cui attività di bonifica non è, quindi, ancora iniziata».

«La bonifica – ha precisato a MolfettaLive.it l’ing. Loliva – non andrà comunque a intralciare la realizzazione dell’opera e sarà estesa a tutta la costa, anche alla zona di Torre Gavetone».

Lo stralcio approvato comporterà una riduzione delle potenzialità del nuovo porto in particolari condizioni meteorologiche. Uno studio per valutare in quale di queste condizioni sarà necessario ricorrere a un rimorchiatore per le manovre di ingresso e uscita dal porto e per quale tipo di imbarcazioni è stato affidato al laboratorio Cetena di Genova.

Lorenzo Pisani
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