L'iniziativa

Corso di formazione sull’autismo, “Lo spettro dell’autismo nella scuola. Quali interventi?”

Informare e il formare docenti, genitori ed operatori socio-sanitari sulla base delle Linee guida del Ministero Superiore della Sanità

Attualità
Molfetta lunedì 17 marzo 2014
di La Redazione
Corso di formazione sull'autismo
Corso di formazione sull'autismo © n.c.

Il soggetto autistico non è un soggetto che di per se' rifiuta la relazione con l'altro . Ha bisogno che l'altro si adatti enormemente a lui. Altrimenti quella relazione diventa per lui molto frustrante e il soggetto tende a rifiutarla.

Questa riflessione e' sicuramente una delle più significative che sono emerse al termine del corso di formazione sul' autismo organizzato dall'Istituto Comprensivo "Battisti-Pascoli" di Molfetta. Il corso tenutosi in tre giornate ha visto l'avvicendarsi di autorevoli interventi.

Il dott. Tommaso Tota, neuropsichiatra infantile, ha trattato gli aspetti nosografici della patologia ed ha esemplificato le strategie di intervento per l'autismo secondo le linee guida della Sanità.
La dott.ssa Erica Lacerenza, psicologa, ha affrontato la tematica relativa al processo di valutazione funzionale, intesa come valutazione che analizza i punti di forza e i punti di debolezza dell'allievo con autismo nelle varie dimensioni.
Infine, la dott.ssa Maria Giovanna Mascolo, psicologa e psicoterapeuta, ha trattato del metodo ABA, portando la propria esperienza e la visione di casi concreti, attraverso applicazione intensiva dei principi comportamentali per l'insegnamento d’abilità sociali (linguaggio, gioco, comunicazione, socializzazione, autonomia personale, abilità accademiche, ecc...) e la correzione di comportamenti problematici (autostimolazioni, aggressività, autolesionismo, ossessioni, ecc...).

Il disturbo autistico è un grave disturbo dello sviluppo che, secondo le stime più attendibili e sulla base dei dati attualmente disponibili, individua una prevalenza di circa 10 casi per 10.000. Si tratta di una sindrome comportamentale causata da un disordine dello sviluppo biologicamente determinato, con esordio nei primi tre anni di vita. Le aree prevalentemente compromesse sono quelle relative all'interazione sociale reciproca, all'abilità di comunicare idee sentimenti e alla capacità di stabilire relazione con gli altri.
Attualmente non si parla più di autismo ma di "autismi", di spettro autistico. Il concetto di spettro sta ad indicare che, accanto ad un disturbo di base, si distribuiscono forme che con esso condividono alcune caratteristiche ma che se ne differenziano per altre. Le attuali evidenze scientifiche supportano il convincimento che la maggior parte dei disturbi dello spettro autistico si configurano come la risultante di interazioni di diversi fattori genetici.

Il corso di formazione organizzato presso l'Istituto Comprensivo "Battisti -Pascoli" ha avuto come scopo l'informare e il formare docenti, genitori ed operatori socio-sanitari sulla base delle Linee guida del Ministero Superiore della Sanità e fatte proprie anche dalla regione Puglia su ciò che attualmente è noto sull' autismo e sugli interventi per le persone autistiche.
Ma l'inattesa affluenza al corso non solo di docenti dell'Istituto, ma di docenti esterni, coordinatori ed operatori socio educatori, genitori ha permesso, coinvolgendo diverse figure professionali, di rendere noto che, sul nostro territorio, nei nostri comuni, nei nostri servizi, al di là delle tante difficoltà organizzative, ci sono risorse valide che operano secondo scienza e coscienza e sopratutto attraverso quel lavoro fatto di RETE che vede coinvolti tutte le figure con il proprio ruolo istituzionale, con il proprio ruolo professionale e con il proprio ruolo di persone protese al cambiamento, all'inclusione e all'integrazione.

Lavoro di rete, di coordinamento e di integrazione degli interventi per mezzo di alleanze positive tra i vari operatori, tra servizi diversi, tra medici e insegnanti, tra assistenti sociali medici e insegnanti, tra dirigenti scolastici e responsabili dei servizi socio sanitari.
Mettersi insieme per dare risposte utili.
I genitori da soli, la scuola da sola, i medici da soli, possono ottenere meno di quanto sarebbe possibile. L’ottica essenziale è quella delle sinergie tra dimensione clinica, familiare e con l’organizzazione interna della scuola e del sociale.

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