Clamoroso: abusivismo e pesca di frodo nel porto di Molfetta

Spreco di denaro pubblico, bandi revocati, regolamenti e sorveglianza inesistenti, fenomeno del “fuori mercato”: la situazione è preoccupante

Attualità
Molfetta lunedì 22 ottobre 2007
di Lorenzo Pisani
© MolfettaLive.it

Ci sono segnalazioni a cui si fatica davvero a credere.

Numerose ne giungono in redazione, alcune fondate (la maggioranza), altre meno. Di questa, anche se fondata, ne avremmo fatto volentieri a meno.

Abbiamo sempre immaginato il nostro porto come una cartolina da ammirare, esibire: il Duomo che si rispecchia nelle acque, il cielo e il mare illuminati dall’alba e infuocati dal tramonto, i gabbiani all’orizzonte.

La realtà è ben diversa.

In questo specchio di mare inquinato, cocktail di liquami, cherosene e rifiuti, galleggiano oggi abusivismo ed illegalità.

Quella descritta in queste righe è una storia di occupazione selvaggia di spazi pubblici, di regolamenti inesistenti e di pesca di frodo ordita da pescatori senza scrupoli ai danni di ignari consumatori.

Una storia d’ordinaria vergogna che va in scena ogni giorno sui pontili della Banchina San Domenico.

Ricostruiamo la vicenda.

E’ il 2003, quando prende forma il progetto per la realizzazione, presso la Banchina San Domenico, di tre pontili con punti d’attracco, illuminazione ed impianti antincendio. La struttura è destinata alle barche di piccola-media stazza, al fine di scaricare il pescato destinato alla vendita.

Tale progetto denominato “Miglioramento ormeggi pescherecci con tre pontili galleggianti di attracco e impianti di urbanizzazione” è finanziato con fondi SFOP (Strumento Finanziario di Orientamento della Pesca) dell’Unione Europea.

Nel 2004, terminato il collaudo, l’opera viene liquidata dalla Regione.

Con la chiusura della fase amministrativa si pone il problema della gestione, ad oggi insoluto. Inizialmente il Comune pensa ad una gestione in proprio; in seguito si parla di un coinvolgimento degli operatori di settore.

Dopo due anni, nel mese di Febbraio 2006, finalmente la svolta: viene pubblicato un bando pubblico di concessione della struttura in comodato gratuito. I saldi di fine stagione sono da poco terminati, ma qualcuno, forse, non ne è al corrente.

A causa di alcune "perplessità" (la burocrazia è ricca di pittoreschi eufemismi) per l’uso in comodato gratuito, in netto contrasto con la Legge Finanziaria, il bando viene revocato dal Commissario Prefettizio nel mese di Giugno dello stesso anno.

Le stranezze non finiscono qui: tale bando non prevede alcun regolamento di gestione.

Siamo ai giorni nostri. 2007: i tre pontili, in mancanza di norme ben precise, sono utilizzati da chiunque voglia ormeggiare la propria imbarcazione, senza alcuna formale autorizzazione. I cancelli sono chiusi a chiave, ma l’accesso è possibile.

Il Comune è, in realtà, presente: si occupa degli interventi di manutenzione causati dai soliti episodi di vandalismo.

I pontili, dunque, sono attivi più che mai. Ai diportisti si affiancano i veri occupanti, anzi, i padroni, alcuni pescatori provvisti di barche a remi e di piccoli natanti. E qui l’abusivismo si trasforma in pesca di frodo.

I pontili sono la base logistica del loro commercio cosiddetto “fuori mercato”, vale a dire al di fuori delle strutture pubbliche commerciali.

Dopo il tramonto, questi pescatori caricano a bordo (foto), le reti di superficie (reti che si mantengono a pelo d’acqua grazie a galleggianti) ben visibili durante il giorno ammassate sulle banchine e le dispongono dentro e fuori il bacino del porto.

Alle prime ore dell’alba gli stessi escono in mare e rimuovono il tutto: il gioco è fatto.

La pratica della pesca nel Porto è vietata, in base all’art. 79 del Codice di Navigazione.

All’alto tasso d’inquinamento delle acque si aggiunge il rischio, per pescherecci ed altre imbarcazioni, di impigliarsi con le loro eliche nelle reti (al largo, invece, la piccola pesca è consentita, ma solo se effettuata con licenza del Ministero delle Politiche Agricole e non è soggetta a controlli sanitari).

La vendita di questo pescato è effettuata sulla banchina.

Anche questa attività è illegale: la vendita può tenersi esclusivamente presso il Mercato Ittico al dettaglio. E’ sufficiente una semplice richiesta.

Il fenomeno della pesca abusiva è noto alla Capitaneria che già in passato ha eseguito diversi sequestri di reti.

Spreco di denaro pubblico, bandi revocati, regolamenti e sorveglianza inesistente, fenomeno del “fuori mercato”: la situazione è preoccupante. Una possibile soluzione potrebbe essere ricercata in una conferenza di servizio, prevista dalla Legge Bassanini per casi che coinvolgono più attori. Forse, uno dei pochi punti fermi in questa pagina d’attualità dai contorni alquanto sfocati.

La perplessità, stavolta, è tutta nostra.

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I commenti degli utenti
  • tiupin ha scritto il 23 ottobre 2007 alle 17:49 :

    tiupin E,certo chè Molfetta diventa sempre più (cronaca nera) io da buon cittadino mi vergogno,e i pezzi grossi che ci dirigono cosa fanno.....!guardano hà hà non ci si rende conto che la delinquenza e l'inciviltà avanza sempre di più Rispondi a tiupin

  • giorgio56 ha scritto il 22 ottobre 2007 alle 22:45 :

    Questa estate mentre ero in vacanza mi chiedevo: ma viene utilizzata questa nuova struttura? o siamo alle solite? siamo alle solite porcherie. Mi associo a Jimmmy complimenti per l'articolo. Rispondi a giorgio56

  • ALPHAROMEO ha scritto il 22 ottobre 2007 alle 20:21 :

    Sig.sindaco si vergogni Rispondi a ALPHAROMEO

  • jimmy_rufuyano ha scritto il 22 ottobre 2007 alle 11:03 :

    Articolo ben diretto e molto scorrevole. Complimenti per aver svelato la tragica verità dell'area portuale. Grazie, apprezzo il gesto. Rispondi a jimmy_rufuyano

  • supersonico ha scritto il 22 ottobre 2007 alle 10:13 :

    l pesciaiul brutta razz! Rispondi a supersonico