Fatture false e omessa dichiarazione dei redditi, la Procura di Trani chiede il rinvio a giudizio di 142 persone. Coinvolta la Ingross Levante di Molfetta

Contestato il reato di associazione a delinquere finalizzata alla emissione di fatture soggettivamente inesistenti, alla dichiarazione dei redditi fraudolenta ed alla omessa dichiarazione dei redditi

Cronaca
Molfetta martedì 23 novembre 2010
di La Redazione
© MolfettaLive.it

La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Trani ha richiesto venerdì scorso il rinvio a giudizio di 142 persone imputate del reato di associazione a delinquere finalizzata alla emissione di fatture soggettivamente inesistenti, alla dichiarazione dei redditi fraudolenta ed alla omessa dichiarazione dei redditi.

Tra gli imputati figura il legale rappresentante della società molfettese Ingross Levante - operante in tutta Italia con il noto marchio Migro Cash & Carry attraverso una rete di 11 centri di distribuzione di beni food e no food - per gli stessi fatti tratto in arresto nel luglio del 2005, unitamente ad altre 48 persone, dal Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Bari in esecuzione dell'ordinanza di custodia cautelare emessa dal giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Trani.

Secondo quanto riferisce la stessa Procura, il sistema di frode posto in essere dopo una verifica fiscale avviata nel 2004 nei confronti della Migro e scoperto grazie alle complesse investigazioni della polizia giudiziaria (intercettazioni telefoniche, attività di pedinamento, acquisizione di documentazione), si sostanziava nel fare risultare cartolarmente come destinate a ditte estere operanti in paesi comunitari (Grecia, Spagna, Francia, Gernlania, Austria, Inghilterra e Portogallo) merci in realtà vendute dai vertici della Ingross Levante consapevolmente (come ritenuto dal Tribunale del Riesame di Bari in più ordinanze passate in giudicato) a cittadini italiani operanti in Campania e in Puglia e non all'estero.

Individuate anche circa 40 ditte fantasma appositamente create all'estero, ma solo sulla carta.

In tal modo tra il 1999 e il 2005 - hanno spiegato gli inquirenti - per un verso veniva omesso dalla Migro il pagamento dell'Iva su quelle vendite (secondo la normativa comunitaria e le disposizioni fiscali nazionali, le cessioni di beni effettuate da società italiane all'ordine di imprese comunitarie consentono la fatturazione senza addebito dell'Iva perché questa imposta deve essere versata nel paese di destinazione delle merci) per quasi 40 milioni di euro (emettendo fatture soggettivamente false per oltre 190 milioni di euro) e per altro verso gli acquirenti pugliesi e campani acquistavano le merci in nero rivendendoIe poi a supermercati, a piccole imprese e a società italiane a prezzi notevolmente vantaggiosi.

Nelle indagini risultano coinvolti anche decine di autisti e di vettori incaricati di carichi di merce solo fittiziamente destinata all'estero, oltre 100 imprese nazionali di autotrasporti di cui almeno la metà completamente sconosciute al fisco, mentre ulteriori 164 persone sono state denunciate per analoghi reati, secondo la rispettiva competenza, alle Procure di Napoli, di Nocera Inferiore di Bari.

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I commenti degli utenti
  • VANNEDDA ha scritto il 23 novembre 2010 alle 19:27 :

    Non mi sono chiari alcuni passaggi e sarebbe bene dare una informazione puntuale.- Questa indagine era condotta dal PM Maralfa ed appare avviata nel 2004 e poi ha subìto una svolta nel 2005 con l' arresto dell' Amato & soci; è possibile che da allora è rimasto tutto fermo e solo oggi dopo la "Gibbanza" tutto riparte? Rispondi a VANNEDDA