Francesco Padre, sbarcati i primi reperti

Due contenitori acquisiti dalla Procura di Trani. Le ricerche sono al momento ferme

Cronaca
Molfetta sabato 08 ottobre 2011
di Lorenzo Pisani
© n.c.

La verità sull'affondamento del Francesco Padre potrebbe essere contenuta in due contenitori bianchi.

Sono stati consegnati alla Procura della Repubblica di Trani. Sbarcati ieri dal cacciamine "Viareggio", la nave della marina Militare di supporto all'Anteo.

Al largo del Montenegro, nelle acque internazionali a circa 20 miglia dalla città di Budva, le ricerche si sono interrotte. Potrebbero riprendere la prossima settimana, ma l'ultima parola spetta agli inquirenti.

Le indagini del capo della procura di Trani Carlo Maria Capristo e del sostituto procuratore Giuseppe Maralfa ripartono da quei due contenitori. Ci sono frammenti dello scafo del motopesca andato a fondo il 2 novembre 1994 e brandelli di stoffa.

Durante le operazioni è stato anche girato un filmato. A quelle del "Pluto", un minisommergibile, si sono aggiunte quelle di un militare calato a -240 metri in uno scafandro "Ads". Immagini più nitide di quelle di 15 anni fa.

Nessuna traccia, sui fondali limacciosi, delle ossa di Giovanni Pansini, Francesco Zaza, Luigi De Giglio, Saverio Gadaleta, cui i familiari vorrebbero dare sepoltura al pari di Mario De Nicolo. Diciassette anni fa il suo corpo fu l'unico a essere recuperato.

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