La prima area ad affondare sotto i colpi di Nettuno è stata naturalmente la zona ASI

Il Canal Grande di via Olivetti

È stata la settimana del famigerato Ciclone Nettuno che si è abbattuto su parte del centro sud Italia

Cronaca
Molfetta mercoledì 04 dicembre 2013
di Francesco Tempesta
Zona Industriale ed ASI
Zona Industriale ed ASI © n.c.

Ancora maltempo su Molfetta. Sono stati giorni davvero difficili in città. L'allerta meteo aveva spaventato i molfettesi ed infatti i forti venti ed i rovesci temporaleschi non hanno risparmiato la nostra città.

È stata la settimana del famigerato Ciclone Nettuno che si è abbattuto su parte del centro sud Italia mettendo in ginocchio alcune zone. In realtà l’allerta meteo era scattata qualche giorno prima, cosa rara per una nazione abituata a rendersi  effettivamente conto di essersi rotta la testa solo dopo aver visto realmente del sangue sulle proprie mani.

Gli avvisi della Protezione Civile hanno quindi evitato il peggio ma naturalmente non hanno potuto assolutamente scongiurare il pericolo di allagamenti, che puntualmente si sono presentati. La nostra città si è preparata quindi al peggio rientrando fra quelle a forte rischio idrogeologico secondo le perimetrazione disegnata dall’Autorità di Bacino.

Effettivamente nuovi laghi e nuovi corsi d’acqua si sono formati in diverse zone. La prima ad affondare sotto i colpi di Nettuno è stata naturalmente la zona ASI. Il ciclone ha avuto il suo clou proprio durante l’apertura domenicale dell’Ipercoop, preso d’assalto dai tantissimi “turisti della domenica” che per l’occasione si sono presentati in pinne, fucile ed occhiali dopo aver noleggiato delle barche.

Via Olivetti è sembrata a tratti il Canal Grande di Venezia. C’erano coppiette intente a baciarsi su una gondola e vaporetti zeppi di visitatori. Persino Briatore ha potuto ormeggiare il suo yacht in zona Decathlon dove ha improvvisato un  party esclusivo. Le aspettative dei ladri d’auto, attivissimi di domenica, sono state deluse. Hanno dovuto arrangiarsi come meglio potevano con qualche gommone per arrangiare la giornata. Qualcuno, infine, ha pensato bene di candidare Molfetta a ospitare la prossima edizione dell’America’s Cup.

Si scherza finché si può ma la domanda sorge spontanea: sono anni che una delle zone più importanti e frequentate della città, dopo ogni rovescio più o meno abbondate, finisce sottacqua; si riuscirà a trovare una soluzione a questo “piccolo” inconveniente che costa ogni volta qualche spiccioletto alle casse comunali? O meglio si riuscirà a trovare la causa effettiva di quanto accade che non potrà essere certo addossata a qualche nuvola? Gli addetti ai lavori hanno idee discordanti su quanto accade.

C’è chi dice che la causa sia da ricercarsi in un discutibile sistema di acque reflue inadatto alla zona. Mentre c’è chi sostiene che alcuni edifici abbiano ostruito il corso naturale delle due lame in zona. La verità come sempre potrebbe stare nel mezzo.

Le lame Marcinase e Scorbeto esistono effettivamente e continuano da millenni a fungere da strade naturali per le acque meteoriche che dall’interno tendono a raggiungere il mare attraverso le cale. Qualcuno all’epoca della progettazione della zona ASI ha probabilmente dimenticato questo piccolo particolare, trascurando la realizzazione di un sistema di drenaggio consono ad un territorio attivo dal punto di vista idrogeologico.

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I commenti degli utenti
  • fuoco vero ha scritto il 04 dicembre 2013 alle 18:29 :

    A parte non la trascuratezza,ma la voluta negligenza nel progettare un sistema di drenaggio adeguato,ma è dall’anno scorso che la regione Puglia,se non ricordo male,ha stanziato circa otto milioni di euro per risolvere questo problema : ma dove sono fermi questi soldi? E quanto tempo bisogna aspettare ancora x non munirsi più di pinne,fucili ed occhiali?Saluti a tt i lettori. Rispondi a fuoco vero