Anche grazie al talento molfettese, i biancorossi sono approdati in serie A2

Murolo: "L'A2 è un sogno. Voglio giocarla con la maglia numero 7 delle Aquile"

Diciotto reti in stagione, titolo di MVP delle Final Eight, Antonio Murolo è stato assoluto protagonista della stagione delle Aquile Molfetta

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Molfetta martedì 04 maggio 2021
di Angelo Ciocia
Antonio Murolo riceve il premio di miglior giocatore della Final Eight
Antonio Murolo riceve il premio di miglior giocatore della Final Eight © n.c.

Nemo propheta in patria, dicevano i latini. Letteralmente, nessuno è profeta nella propria patria. Un detto che vale anche nelle Aquile Molfetta, rinforzate da straordinari talenti stranieri, colma di pugliesi di comuni limitrofi. Ma con un immenso Antonio Murolo, propheta al PalaPoli e in tutto il girone G di serie B, dominato dai biancorossi.

Per il calcettista molfettese classe 1997 anche una straordinaria tre giorni di Final Eight di Coppa Italia: per lui quattro reti, peraltro bellissime, in tre match e il titolo di MVP, miglior giocatore del torneo, portato a casa. 

E pensare che era arrivato a Molfetta, nel 2018, con un brutto infortunio alle spalle. "L'infortunio ormai è roba passata - racconta Antonio Murolo - Non mi sono mai arreso, infatti dovevo stare fermo sei mesi, ma sono stato fermo solo tre mesi. La voglia di ritornare a giocare era tanta".

E la voglia di fare bene con la maglia della sua città ha prevalso su tutto. Le statistiche parlano di sette reti nella prima stagione biancorossa, mentre lo scorso anno e in questa stagione sono 18, per annata, le volte in cui Antonio Murolo è andato in rete.

"Essere l'unico molfettese in squadra? Non mi è pesato affatto perché come dico sempre siamo una grande famiglia e quando si vince si esulta insieme e quando si perde si perde insieme - le parole del talento molfettese - Tutti quanti noi ci teniamo a questa maglia quindi non c'è differenza per chi arriva da fuori o chi è di Molfetta".

Una grande famiglia che vince e perde insieme. Ma quest'anno i sorrisi sono stati molto di più dei bocconi amari. Primi per quasi tutto il campionato di serie B, ad un passo dal "double" con la Coppa Italia, le Aquile Molfetta oltre ad una straordinaria saracinesca come Lopopolo, alla grinta di Pedone e Di Bendetto, i dribbling e le giocate di Dell'Olio e la classe sopraffina di Ortiz, Reyno, Rubio, ha potuto contare sul suo golden boy, Antonio Murolo, che è definitivamente esploso.

"A livello personale volevo vincere la coppa a tutti i costi, ma non è andata come volevamo - racconta - Comunque siamo orgogliosi di tutto quello che abbiamo fatto in questa stagione. Come ogni volta do sempre il massimo, non mi arrendo mai perché questa città merita di stare lì in alto".

Una città che assaporerà per la prima volta la serie A2. "E' un sogno per tutti noi, abbiamo dato l'anima per arrivarci. Non vedo l'ora che inizi la prossima stagione, sempre con la maglia numero 7 delle Aquile Molfetta", chiude.

Una promessa che vale più di un cucchiaio. Un amore verso la maglia più delizioso delle ragnatele tolte dal "sette" avversario. Perchè, al PalaPoli, il "sette" di casa è Antonio Murolo.

 

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