(Quasi) tutta la Puglia dice “no” al petrolio

Sabato a Monopoli in 8mila hanno manifestato contro le ricerche degli idrocarburi in Adriatico. Da Molfetta attivisti e ambientalisti, ma non il Comune

Attualità
Molfetta mercoledì 25 gennaio 2012
di Lorenzo Pisani
© Rumore Collettivo
L’oro nero in Puglia non è gradito. Nel tacco d’Italia già si fa fatica a manipolare altri ori, il verde che gocciola dagli ulivi, il blu che bagna le coste.

Da quest’ultimo si vorrebbe estrarre anche petrolio, qualora ricerche ne accertassero la presenza. Ma i pugliesi non ci stanno. Non credono sia possibile conciliare turismo e piattaforme, petroliere che solcherebbero a bizzeffe un mare già alle prese con vecchi e nuovi residuati bellici.

Non fanno paura solo i pozzi, ma anche le loro ricerche. L’utilizzo degli air-gun, i cannoni pneumatici che sparano onde acustiche sui fondali. Tonnellate di sostanze tossiche potrebbero inoltre essere rilasciate nell’arco della loro breve vita anche dai pozzi esplorativi.

E così sabato sono scesi in piazza a Monopoli, la capitale di questa protesta trasversale. Per una volta hanno sfilato a braccetto destra e sinistra. «La Puglia migliore è tutta qua», ha detto Nichi Vendola. «Abbiamo assistito – ha aggiunto Rocco Palese, capogruppo del Pdl in Consiglio regionale - ad uno spettacolo raro quanto edificante: politica senza distinzioni partitiche, istituzioni, enti locali e migliaia di persone: tutti insieme abbiamo portato in piazza la voce unica della Puglia che dice no con forza alle trivellazioni, alla distruzione delle nostre risorse ambientali, paesaggistiche e turistiche».

E un “no” giunge anche da Bruxelles. Un’interrogazione per «riesaminare urgentemente gli aspetti legislativi connessi alle prospezioni e all'estrazione di petrolio per vietare ricerche offshore nelle zone turistiche e a forte vocazione peschereccia» è stata presentata da 40 europarlamentari di Pdl, Pd, Udc, Fli, Italia dei Valori e Lega Nord. Primo firmatario, il pugliese Sergio Silvestris.

Senza confini anche le polemiche politiche. Verso l’ex ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo e contro il decreto liberalizzazioni del governo Monti.

Contro le multinazionali del petrolio e del gas la protesta degli attivisti di Rumore Collettivo, che con i loro obiettivi (nella galleria fotografica i loro scatti) hanno partecipato al “No trivelle day”: «Lo scopo della nostra presenza e delle nostre foto in queste iniziative - ha precisato il collettivo fotografico - è quello di spingere verso un'unità tra comitati ambientali, associazioni, collettivi, agricoltori, operai, migranti, per riportare la vita delle donne e degli uomini al centro del paradigma sociale e ribaltando l'attuale situazione che vede il profitto (di pochi) come qualcosa di necessario per la società. Le nostre vite valgono più dei loro profitti».

«Diventa indispensabile preservare l’equilibrio marino da ulteriori attacchi affaristici», è il commento di Pasquale Salvemini del Wwf, preoccupato anche per le sorti delle numerose specie in pericolo e per la marineria. Nella città del sud barese anche gli attivisti di Legambiente: per Antonello Mastantuoni la vicenda si manifesta in tutto il suo pericolo da un punto di vista ambientale e politico, con poteri al di fuori delle logiche di partito.

Tra i gonfaloni non è passato inosservato quello della Regione Abruzzo, ma è mancato quello del Comune di Molfetta.

Palazzo di Città ha riferito di non essere a conoscenza della manifestazione, e di aver ricevuto dal Comune di Monopoli soltanto la comunicazione dell’incontro organizzativo del 7 gennaio. Comunicazione che però al suo interno faceva riferimento a quanto sarebbe accaduto il 21, oltre a chiedere all’Anci di sensibilizzare tutti i comuni pugliesi.

La mancata partecipazione, ha sottolineato l’amministrazione comunale, non va messa in relazione con quanto dichiarato in passato dal sindaco Azzollini, favorevole alla ricerca di petrolio nel nostro mare.
Lascia il tuo commento
commenti