I Comuni coinvolti sono Acquaviva, Altamura, Andria, Bari, Barletta, Bisceglie, Bitonto, Cassano, Corato, Giovinazzo, Gravina in Puglia, Minervino, Molfetta, Ruvo di Puglia, Santeramo, Terlizzi e Trani

Giornata mondiale fauna selvatica, le guide del Parco raccontano tutte le specie dell'alta Murgia

​Le venti guide ufficiali del Parco Nazionale dell’Alta Murgia, con il direttivo del Parco Nazionale, celebrano questa giornata attraverso una iniziativa realizzata in collaborazione con il LiveNetwork

Attualità
Molfetta mercoledì 03 marzo 2021
di La Redazione
Luscengola comune
Luscengola comune © C. Liuzzi

Oggi, 3 marzo, si celebra in tutto il mondo il World Wildlife Day, la giornata dedicata dall'Onu alla fauna selvatica. Quest'anno il tema lanciato dalle Nazioni Unite è “Il futuro delle specie selvatiche è nelle nostre mani”. Le venti guide ufficiali del Parco Nazionale dell’Alta Murgia, con il direttivo del Parco Nazionale dell'Alta Murgia, celebrano questa giornata attraverso una iniziativa realizzata in collaborazione con il LiveNetwork.

Su molti portali Live delle città in provincia di Bari e BAT, oggi viene pubblicato il “ritratto” di una specie selvatica del Parco (corredato di una scheda descrittiva e di una foto) a cura delle guide. I Comuni coinvolti sono Acquaviva delle Fonti, Altamura, Andria, Bari, Barletta, Bisceglie, Bitonto, Cassano delle Murge, Corato, Giovinazzo, Gravina in Puglia, Minervino Murge, Molfetta, Ruvo di Puglia, Santeramo in Colle, Terlizzi e Trani.

Le guide si erano già messe in gioco con il racconto del Parco nella collettanea "Frammenti di Murgia", edito da Secop nel 2020. L’invito che il LiveNetwork, insieme alle guide, rivolge ai lettori è quello di «leggere tutte queste narrazioni che restituiscono la bellezza e l’unicità di ogni esemplare. La speranza è che si rafforzi in ognuno di noi la volontà di approcciarci alla natura con curiosità e stupore. Il monito è a tutelare queste specie evitando tutti quei comportamenti irresponsabili (dettati spesso dalla non conoscenza) che mettono a rischio la fragilità dell’ecosistema murgiano e di tutti gli habitat».

Luscengola comune (a cura della guida Vittoria D'Agostino)

La luscengola comune (Chalcides chalcides, Linnaeus 1758) è forse uno dei rettili più particolari che si aggirano nel nostro territorio. Ad un occhio poco allenato potrebbe sembrare un corto ma velocissimo serpente, ma non lo è! Si tratta di uno scinco, con una lunghezza totale massima che non supera i 35 cm, il corpo serpentiforme e la testa piccola poco differenziata dal corpo.

A caratterizzare la luscengola sono quattro zampe molto ridotte (3,5-7,5 mm) con tre dita, inadatte al movimento, che le danno un aspetto molto curioso. E infatti è un lontano parente delle lucertole piuttosto che dei serpenti. Il corpo è ricoperto da squame più o meno grandi con colorazione variabile dal bronzo-marrone al grigio-argento e talvolta può presentare delle strie longitudinali scure.

Mediamente le femmine sono leggermente più grandi dei maschi ma non esiste dimorfismo sessuale. Una curiosità che contraddistingue la luscengola dalla maggior parte dei rettili è che non depone uova ma partorisce piccoli vivi e sviluppati.

Non è semplice da osservare perché predilige ambienti con ricca copertura erbacea, soprattutto prati e pascoli soleggiati e grazie alla sua colorazione mimetica è praticamente invisibile ai nostri occhi; talvolta solo un fruscio tra l’erba ne tradisce la presenza. Ma non è sufficientemente invisibile agli occhi attenti dei rapaci che riescono a percepirne anche i più piccoli movimenti, divenendo la preda preferita ad esempio del Falco Grillaio.

Come tutti i rettili non è particolarmente amante del freddo e tende a trascorrere la stagione invernale in cunicoli nel terreno. Il momento dell’anno in cui è più facile osservare la luscengola è senza dubbio la primavera, periodo in cui gli esemplari sono più attivi poiché in fase riproduttiva. L’attività principale è la caccia di piccoli insetti come, farfalle, ortotteri o ragni e nei pascoli e nelle steppe murgiane trova il suo terreno di caccia ideale.

Se volete saperne di più vi consiglio di consultare l’Atlante degli Anfibi e dei Rettili del Sito Natura 2000 Murgia Alta (Bari, Progedit).

Vi aspettiamo in primavera per sperimentare insieme il piacere dell’incontro con questo preziosa quanto elusiva specie!
 

Vittoria D’Agostino (Terlizzi 1984), laureata in Scienze per la Diagnostica e Conservazione dei Beni Culturali, si occupa principalmente di educazione ambientale e collabora con associazioni ambientaliste, culturali e di volontariato, come guida turistica abilitata e naturalistica. Dal 2007 numerose sono state le esperienze al fianco di enti qualificati e associazioni (ISPRA, OrMe, CSdR, Riserva Naturale dello Stato Le Cesine, Parco Nazionale Alta Murgia, ecc.) che operano nel campo della tutela e della protezione dell’ambiente e della fauna anche in progetti nazionali di monitoraggio, quali IWC e MITO. Dal 2016 al 2019 ha collaborato con l’Associazione Centro Studi de Romita nel progetto di educazione ambientale Tra i banchi sull’Alta Murgia per il Parco Nazionale dell’Alta Murgia occupandosi del coordinamento, della segreteria e svolgendo attività come educatore e guida ambientale sia in classe che in campo. É co-autrice di articoli scientifici, tra i quali Le Libellule della Riserva Regionale Bosco Pantano di Policoro (Basilicata), Libellule del SIC Murgia Alta e First records of Brachythemis impartita in peninsular Italy.

E-mail: vittoria.dagostino01@gmail.com

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