Nella zona periferica della città

"Il menefreghismo è più contagioso del covid”

Lo sfogo di una lettrice

Attualità
Molfetta domenica 04 aprile 2021
di La Redazione
Molfetta
Molfetta © MolfettaLive.it

Riceviamo e pubblichiamo la segnalazione di una nostra lettrice, la quale descrive il clima visto dalla sua abitazione, sita nella zona periferica della città.

"Oggi è 4 aprile, è il giorno di Pasqua.
Siamo in zona rossa.
Per come è stata definita (non da me, ma da DPCM), la zona rossa implica il rispetto di norme restrittive, come l'uscita in casi di estrema necessità verso supermercati, farmacie, luoghi di lavoro, per assistenza ad anziani o parenti in quarantena. Tutto questo, con relativa autocertificazione (al di là se sia legale o no, veritiera o falsa, non è questo il punto). È stato dato un po' di respiro in questi giorni, ma qualcuno non conosce i limiti della decenza: non ci meritiamo niente.

Premesso questo, ecco la realtà di oggi, la mattinata del giorno di Pasqua, ricca di assembramenti. Questa giornata, però, è uguale a quella di tutti i weekend di un quartiere di periferia, quello dove vivo. 
E la scorsa settimana, esattamente domenica scorsa, ho provato a contattare la polizia locale per tentare di disperdere questi assembramenti; inutile dire che non è venuto nessuno, pur avendo visto coi miei occhi l'auto di pattuglia davanti a me, mentre rientravo a casa da lavoro; tutto questo è abbastanza chiaro, visto che i vigili non hanno poteri, non hanno autorità contro la sbandierata non curanza e strafottenza di tutti quelli che sono qui sotto a farsi lo spritz, alla faccia mia che rispetto le norme. D'altronde, Emiliano ha dichiarato esaustivamente di autogestirci, perché ora sono cavoli nostri. Come si dice a Molfetta? Povero a chi capita, vero?
Molfetta, città ipocrita e squallida, che ha pianto la morte di una concittadina di 29 anni, solo pochi giorni fa. Che tristezza, una vita spezzata per questo nemico invisibile. 
Ma il nemico si vede benissimo: il vero virus è quello che è ritratto in foto. Si chiama menefreghismo. E non venite a farmi la morale che da un anno non si lavora, non si può andare a scuola, non si vive, non c'è tutela, non si sta più bene, non ci sono più libertà, lo Stato non ci aiuta, perché questa gente non ha mai conosciuto restrizioni, altrimenti non sarebbero queste le obiezioni. Come: non c'è lavoro, non ci sono soldi, ma lo spritz rientra nelle prime necessità? 

I bambini devono essere tutelati, ma a scuola no, in giro in gruppo, con le mascherine volanti va bene? Le attività commerciali devono chiudere alle 18:00, però prima si può fare "carne di porco"? (Scrivo in modo comprensibile a tutti, magari così si capisce meglio quanto sono rossa io, anzi nera!).

Non tutti hanno conosciuto il virus, il dolore del panico, l'ansia dell'impotenza, le nottate insonni, la morte dei propri cari. E auguro a nessuno di non conoscerlo mai!
Non posso raggiungere i miei genitori a distanza di pochi chilometri da me, perché tra comuni non ci si può spostare, ma qui le comitive fanno festa, si scambiano auguri e appuntamenti per domani, che è Pasquetta, e ci sarà il bis.


Ho bisogno che qualcuno mi aiuti a chiarire un punto: è zona rossa solo per me e per la mia famiglia? Perché a questo punto, dichiaro apertamente di non rispettare più nessuna regola, perché nessuno lo fa. 
Sono stanca, del virus e dell'ipocrisia".

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