Tommaso Minervini affida a Facebook il pensiero nel ventottesimo dies natalis di don Tonino Bello

Minervini: "Oggi non è un giorno qualunque. Don Tonino, germoglio di santità"

"Accade alle volte che a causa del brutto tempo i germogli vengano spazzati via, ma le radici sono sempre lì, ben salde, pronte a rifiorire. E puntualmente rifioriscono, ancora e ancora"

Attualità
Molfetta martedì 20 aprile 2021
di La Redazione
Il funerale di Don Tonino nel 1993
Il funerale di Don Tonino nel 1993 © molfettalive.it

Il 20 aprile non è mai un giorno qualunque. Molfetta si ferma e si stringe intorno al ricordo del suo amato pastore don Tonino Bello. Ventotto anni fa lasciava un vuoto incolmabile, tre anni fa regalava alla città di Molfetta la visita del pontefice Papa Francesco. Oggi lo ricorda Tommaso Minervini, in un toccante post su Facebook.

Di seguito le parole scritte dal primo cittadino.

Oggi non è un giorno qualunque. Oggi ricorre il dies natalis di don Tonino Bello.

Don Tonino è stato una persona speciale per noi tutti, amato indistintamente. Ammirato per la sua profonda umanità, per la sua autentica vocazione. Un uomo dallo straordinario altruismo. Nella mia mente affiorano lontani i ricordi dei nostri incontri, ma accade sempre qualcosa a cui da tempo cerco una spiegazione. Le sue fattezze gentili si manifestano al ricordo un po' sfocate, distanti, ma c'è una qualcosa che non perde mai nitidezza nell'immagine del ricordo, il suo luminoso sorriso. E allora, puntualmente, evito di aprire i cassetti, ritrovare le foto, cercare i ritratti di un tempo. Preferisco ammirare il suo sorriso che si appalesa sincero nella memoria.

Tutt'ora mi soffermo a pensare quanta forza avesse l'uomo per accogliere e abbracciare i problemi di tutti con un sorriso.

Il suo sorriso è la tenacia della semina. Infaticabile lavoratore dell'anima ha disseminato in noi i semi dell'amore, della solidarietà. Ha curato le nostre anime, a rimarginato le nostre ferite. Ci ha resi una comunità migliore.

Ma alcune volte una comunità come la nostra si ritrova disorientata, travolta dagli eventi della storia. Come la storia del tempo che viviamo. Una sofferenza, quella del virus, che sembra travolgere quegli insegnamenti. Soppiantarli definitivamente con il conflitto tra le persone, con la disgregazione.

Ma è solo sbandamento.

I semi germogliano sempre. Accade alle volte che a causa del brutto tempo i germogli vengano spazzati via, ma le radici sono sempre lì, ben salde, pronte a rifiorire. E puntualmente rifioriscono, ancora e ancora. E non c'è tempesta che possa eradicarli.

E allora ho deciso di ricordare don Tonino non con un passaggio del suo pensiero ma con l'immagine della sua semina. L'immagine di noi tutti raccolti per celebrare la sua vita. Migliaia e migliaia di semi pronti a germogliare. E a restituire a questo tempo difficile la solidarietà reciproca tra le persone.

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