Il bilancio al termine dell'XI Congresso cittadino svoltosi lo scorso 11 settembre

Rifondazione: "Aperti ad una coalizione di emergenza per risollevare la città"

"Giudizio negativo sull’esperienza dell’amministrazione Tammacco-Minervini-PD e sul progressivo impoverimento economico, culturale e sociale che sta vivendo la comunità cittadina"

Attualità
Molfetta martedì 14 settembre 2021
di La Redazione
Rifondazione comunista e Compagni di strada
Rifondazione comunista e Compagni di strada © n.c.

Lo scorso 11 settembre si è tenuto l’11° Congresso cittadino del Partito della Rifondazione Comunista di Molfetta-Circolo "Palestina Libera". Dopo la relazione iniziale del coordinamento uscente e i saluti delle forze politiche e delle associazioni invitate, si sono avviati i lavori del congresso con la fase di discussione delle tesi congressuali e delle vicende cittadine. Una discussione appassionata e importante che ha visto coinvolti numerose compagne e compagni che hanno fatto un bilancio del lavoro fatto fino ad oggi e del tanto lavoro politico da fare in futuro.

Pur apprezzando lo sforzo fatto a livello nazionale per tenere un congresso unitario da più parti si è fatto presente come questo congresso non affronti ancora adeguatamente i nodi che da tempo oramai sono sul tappeto: le questioni del mondo del lavoro e i rapporti con il mondo sindacale, l’Unione Europea liberista e la scelta necessaria della costruzione di un'altra Europa e dell’uscita dalla moneta unica europea ma soprattutto le modalità di ricostruzione di una autentica sinistra in Italia, alternativa ai poli di centrodestra e centrosinistra, due facce della stessa medaglia che oggi è impersonare dal governo Draghi.

Non affrontare certi nodi impedisce anche, tra le altre cose, che l’attività sui territori produca i risultati necessari per far uscire la nostra comunità da un momento di difficoltà che oramai dura da troppi anni. 

La discussione sulle questioni cittadine si è incentrata sul giudizio totalmente negativo dell’esperienza dell’amministrazione Tammacco-Minervini-PD e sul progressivo impoverimento economico, culturale e sociale che sta vivendo la comunità cittadina. Non solo gli ultimi eventi criminali che hanno colpito la nostra città ma quasi 5 anni dell’amministrazione in carica hanno determinato un veloce scivolamento verso il baratro. A fronte di questa situazione nessun argine può arrivare da chi ha contribuito al deterioramento della qualità della vita della nostra città, vista la mancanza di credibilità di molte delle istituzioni cittadine e di partiti quali il Pd rispetto a cui dichiariamo la nostra totale alternatività. A questo si aggiunge il silenzio di molta parte della città a partire dalle categorie produttive e di molte forze della società civile.

Non crediamo che il problema di Molfetta sia genericamente un problema di legalità, il problema è più complesso e radicato e l’esplosione di eventi criminosi e di corruzione rappresentano la punta dell’iceberg di una città che ha smarrito se stessa affidando ad una classe politica ed economica il proprio futuro “dimenticando” di essere partecipe del futuro della nostra città giorno dopo giorno.

Per questi motivi nel "lontano" gennaio di questo anno abbiamo lanciato un appello nominativo alle forze che lealmente sono state all’opposizione dell’amministrazione in carica, mettendoci a disposizione di un campo più largo l’esperienza e la passione militante che la nostra comunità da anni profonde in città, senza proporre nostri nomi come candidato sindaco né pregiudiziali programmatiche.

Crediamo fortemente in questo percorso e nella prospettiva della costruzione di una coalizione di emergenza perché pensiamo che per un verso bisogna dare risposte immediate alla città ma di converso bisogna costruire una prospettiva a medio e lungo termine per far uscire dal baratro Molfetta.

Crediamo perciò che alla base di questo percorso ci debbano essere scelte chiare e coraggiose che permettano alle molfettesi e ai molfettesi di vedere in questo percorso quell’alternativa necessaria e trasparente. Ribadiamo ancora una volta che chiunque abbia avuto a che fare con questa esperienza amministrativa, a partire dal Partito Democratico, non potrà far parte di questo percorso neanche a seguito di un cambio di gruppo dirigente. La totale adesione al progetto politico e all’azione amministrativa di cui è stato protagonista il Partito democratico nell’amministrazione Minervini non può essere cancellato con una semplice lavata di faccia fuori tempo massimo. 

A conclusione della giornata di lavori è stato eletto il nuovo direttivo di circolo composto da: Beppe Zanna, Gian Michele Albertini, Luisa Centrone, Carlo Amoruso, Beppe Sasso, Alessandro Caputi, Isa Spadavecchia, Marino Capursi, Sebastiano Sallustio, Gianni Porta, Antonello Zaza, Pasquale de Candia, Sergio de Ceglia, Corrado Innominato. All'unanimità il comitato direttivo ha eletto il nuovo segretario di circolo, il compagno Pasquale de Candia a cui vanno gli auguri di buon lavoro di tutte le iscritte e gli iscritti.

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