Hanno sfidato vento e tempo inclemente, i 40 donatori che domenica hanno compiuto il gesto

Avis e Arciconfraternita di Santo Stefano insieme per una raccolta straordinaria di sangue

Il Primo cittadino: "Molfetta, nel solco dell’esempio di don Tonino Bello, nelle situazioni di emergenza è sempre riuscita a dare il massimo"

Attualità
Molfetta lunedì 13 dicembre 2021
di La Redazione
Il sindaco Tommaso Minervini
Il sindaco Tommaso Minervini © n.c.

Hanno sfidato il vento e il tempo inclemente, i 40 donatori che, nella mattinata di domenica, hanno raggiunto la Chiesa di Santo Stefano dove, in collaborazione con l’Avis sezione di Molfetta, è stata organizzata una giornata di raccolta sangue. Ad accoglierli c’era l’equipe del Policlinico di Bari. E’ stato, senza ombra di dubbio, un momento importante, un modo diverso per donarsi e prepararsi a vivere in serenità le imminenti festività di fine anno.

«Ringrazio ad uno ad uno coloro che – sottolinea il Sindaco, Tommaso Minervini - si sono recati a donare il sangue, ringrazio l’Arciconfraternita di Santo Stefano, non nuova a questo tipo di iniziative, e l’Avis che, da decenni, sul territorio compie un’azione importantissima e, solo chi ha avuto un proprio caro in difficoltà, sa quanto sia determinante poter contare su sacche di sangue disponibili nell’immediatezza tanto che in più occasioni il ruolo dei donatori è determinante per la tenuta del sistema sanitario".

"Molfetta, nel solco dell’esempio e degli insegnamenti di don Tonino Bello, nelle situazioni di emergenza, grazie al meraviglioso mondo del volontariato – continua il Primo cittadino - è sempre riuscita a dare il massimo. Qualche giorno fa un bimbo di una scuola elementare della nostra città ha detto che il valore del dono non è paragonabile a quello del regalo. Donare è molto più del semplice regalare perché regalare è un atto consumistico, mentre donare significa offrire qualcosa che esprime il nostro amore incondizionato verso qualcuno. Non è un atto dovuto, ma, al contrario, è spontaneo, disinteressato e inaspettato, perché non è una scandenza nell’agenda. Parole che mi hanno toccato il cuore e che faccio mie nell’invitare tutti alla donazione. A dare una parte di sé agli altri. Senza aspettarsi nulla in cambio, ma nella consapevolezza di aver fatto qualcosa di vero».

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