Suona la campanella negli istituti molfettesi

Storie da primo giorno di scuola: dopo la festa patronale... suona la campanella

Non importa il giorno esatto, perché ogni scuola ne adotta uno diverso. C'è chi ha già iniziato e chi inizierà lunedì. Buona scuola a tutti

Attualità
Molfetta sabato 15 settembre 2018
di Angelo Ciocia
Primo giorno di scuola
Primo giorno di scuola © n.c.

“Che cosa hai fatto oggi a scuola?” esclama la mamma, puntuale ogni giorno, mentre alla tv scorre il telegiornale. “Niente”, risponde il figliuolo di turno, che con la destra impugna la forchetta e con la sinistra chatta con i nuovi amici di scuola.

Un sequel visto e rivisto. A Molfetta, dopo la festa patronale è tempo di scuola. Non importa il giorno esatto, perché ogni scuola ne adotta uno diverso. Ma il mood scolastico è dentro ognuno. E poco importa se la scuola è già iniziata oppure la campanella suonerà lunedì.

E’ tempo di lucidare il grembiulino, bianco o blu che sia. E’ tempo di sfoggiare il diario acquistato sin da subito oppure il diario last-minute direttamente dalle bancarelle della festa patronale.

E’ tempo di ritrovare i vecchi compagni di classe. Di sbirciare, magari, la ragazza carina che va nell’altra classe e, guarda caso, si fa di tutto per incontrarla. Ovviamente, casualmente, sia chiaro.

E’ tempo di fare nuove conoscenze. E’ tempo anche di scoprire chi sono i nuovi compagni di avventura. E magari ci ritroveremo di fronte un amichetto musulmano oppure un amichetto che non ha il nostro stesso colore della pelle. Lo juventino siederà accanto all’interista e il lunedì passerà più velocemente. O forse no. La bimbetta vanitosa siederà di fianco alla bimbetta semplice.

Tutto tremendamente visto e rivisto. Tutto tremendamente bello.

Luigi ritornerà a fare il suo solito rito scaramantico prima dell’interrogazione di storia. Nicola borbotterà, come suo solito, ad ogni valutazione della professoressa di chimica. Alessandro distrarrà Fabio, ma quest’ultimo prenderà la nota disciplinare. Francesca non farà copiare Martina e succederà il finimondo. Pierluigi porterà, come suo solito, la busta di taralli che finirà puntualmente alla ricreazione. Federica non ha mollato un centimetro in estate e pregusta già la prima protesta, minacciando il primo sciopero. Serena tornerà a casa e dirà che ha sentito freddo perché nella sua scuola i termosifoni vanno e non vanno.

Ma non solo. Khalid tornerà a casa e racconterà il suo primo giorno di scuola elementare. Kim, con i suoi simpatici occhi a mandorla, narrerà della squisita brioche che gli ha offerto Luisa. George racconterà ai nuovi compagni di classe le differenze con la sua scuola, in Senegal.

Ma non solo ragazzi. Maria è pronta a fare il suo esordio in un nuovo istituto. Pierfrancesco, invece, avrà lasciato la provincia di Novara e avrà ottenuto il tanto agognato avvicinamento a casa. Grazia, invece, sarà indiavolata: per lei un altro anno da precaria. Tobia è emozionato, per lui è il primo giorno di cattedra in assoluto. Il preside Mario, invece, è sommerso di carte, dagli orari definitivi, alle classi.

Poi c’è lui. Mauro, il collaboratore scolastico. Lui è pronto a sorridere a ciascun ragazzo. Lui suonerà la campanella alle 8 e al cambio dell’ora. Lui suonerà la campanella alle 13. E sarà l’idolo dei ragazzi. Incessantemente, per nove mesi.

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