La storia

Un'iniziativa per aiutare i marittimi molfettesi, "lavoratori dimenticati"

L'iniziativa lega le marinerie di Molfetta e Mola di Bari, attraverso due cittadini: Leo Murolo, progettista navale per Molfetta, e il comandante Simone Quaranta, mentore del training center per marittimi, per Mola

Attualità
Molfetta venerdì 03 aprile 2020
di La Redazione
La Costa Diadema
La Costa Diadema © Corriere.it

Il mare è il cuore di Molfetta, i marittimi fanno parte a tutti gli effetti della storia della nostra città. Ed è per questo che la vicenda di alcuni professionisti del mare molfettesi sta diventando tutt’altro che periferica nell’analisi locale dell’emergenza coronavirus.

Molti di loro sono infatti imbarcati su navi che continuano a girovagare per il mondo alla ricerca di un porto in cui attraccare. Navi che sono rifiutate per paura di contagio. Una "tragedia nella tragedia", che vede i nostri marittimi costretti a rimanere confinati a bordo e non poter ritornare a casa dai propri cari.

Per questo, da diversi giorni, è in atto un’iniziativa congiunta che lega le marinerie di Molfetta e Mola di Bari, attraverso due cittadini: Leo Murolo, famoso progettista navale per Molfetta e il comandante Simone Quaranta, mentore del training center per marittimi, per Mola di Bari.

L’iniziativa è volta a sollecitare il ministero dei Trasporti affinché intervenga e ponga fine alla diatriba, trovando una immediata soluzione al problema.
“Parliamo di una categoria di lavoratori dimenticati – spiega Leo Murolo – che ha segnato positivamente l’economia delle nostre città. E allora ci siamo messi in moto, provando a offrire il nostro contributo. Nell’immediato si chiede ai marittimi in difficoltà, o alle loro famiglie, di contattare privatamente, tramite la mia pagina social o quella del comandante Quaranta”.

Si provvederà, tramite i canali istituzionali ad inoltrare una richiesta congiunta al ministero evidenziando le situazioni di difficoltà.
Intanto un primo risultato sembra già essere arrivato. Grazie ai constanti solleciti presso i canali istituzionali, hanno sensibilizzato l’ufficio di riferimento presso il Mit che finalmente ha permesso alla Costa Diadema di ormeggiare nel porto di Piombino. Diversi erano i molfettesi imbarcati.

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