L'intervista

Livio Balsamo: “Vi spiego il Decreto Rilancio”

Il parere del consulente

Attualità
Molfetta giovedì 21 maggio 2020
di Adriano Failli
Livio Balsamo
Livio Balsamo © n.c.

Da ieri è stato depositato in Gazzetta Ufficiale il DL Rilancio, un “decretone” composto da 266 articoli e grande quanto un manuale di diritto, già oggetto di studio e dibattito da settimane.

All’interno del maxiprovvedimento, il Governo stanzia 55 miliardi di euro da destinare a lavoratori e imprese.

Abbiamo ascoltato il consulente Livio Balsamo per cercare di addentrarci all’interno delle norme, comprendendo in cosa consistono le somme e agevolazioni erogate dallo stato per fronteggiare la crisi.

Con il DL Rilancio, il Governo mette in campo 55 miliardi per la ripresa. In cosa consiste questo fondo?

Buona parte della dotazione finanziaria complessiva del fondo da 55 miliardi ha come destinatari direttamente o indirettamente le imprese ed i lavoratori autonomi. Tra i grandi capitoli di spesa del provvedimento hanno trovato collocazione circa 10 miliardi alla proroga della CIG, 12 miliardi per i pagamenti dei debiti dei Comuni e degli enti territoriali, oltre 4 miliardi al rinnovo del bonus autonomi (600 euro per aprile e che per taluni salirà a 1000 euro per il mese di maggio ove fosse rispettata la riduzione di fatturato del 33% paragonando il secondo trimestre 2020 a quello 2019), lo stop al saldo e primo acconto Irap vale circa 4 miliardi, 6 miliardi per i contributi a fondo perduto delle PMI pari al 20% della riduzione di fatturato (spetta a tutti i lavoratori autonomi non esercenti professioni ordinistiche che hanno registrato un calo del fatturato di almeno 1/3 nel mese di aprile 2020 rispetto allo stesso mese del 2019), 2 miliardi affinché le imprese possano adeguarsi alle norme di sicurezza beneficiando del credito d’imposta sulla sanificazione. Previsti anche 2,5 miliardi per turismo e cultura ossia librerie, musei, cinema, luoghi di cultura, teatri; anche l’editoria riceverà una boccata d’ossigeno dal DL Rilancio.

Come può un’impresa riceverlo?

Dipende da cosa intende utilizzare, ad esempio il bonus 600 euro (500 per i lavoratori agricoli) è a rinnovo automatico, poi a seconda delle misure occorrerà l’ausilio del proprio commercialista e/o consulente del lavoro, di un patronato per le pratiche assistenziali o invece si potrà agire personalmente o tramite il proprio legale di fiducia per la riscossione dei crediti PA.

Quale tra le misure messe in campo dal governo è la più vantaggiosa per le imprese locali?

Nessuna delle misure è esclusiva, sono tutte compatibili tra di esse e nessuna può prevalere per convenienza sulle altre, occorre approfittare di tutto ciò che viene messo a disposizione coerentemente con l’attività che quell’impresa esercitata e con le esigenze effettive dell’impresa, ovvio che tutto ciò che fa rima con liquidità è più urgente. Noi commercialisti abbiamo consigliato ai nostri clienti di non differire il pagamento di imposte e contributi, ove ciò non fosse strettamente necessario, perché è impensabile un anno a fisco zero (come d’altronde ha precisato il Premier), dunque è assolutamente indispensabile scoraggiare l’indebitamento e utilizzare i crediti d’imposta per i canoni di locazione (su tutti gli immobili ad uso non abitativo e non più limitato solo alla categoria catastale C/1 come per marzo), per i costi di sanificazione, il bonus vacanze che consiste in un credito d’imposta compensabile da parte delle strutture ricettive e ovviamente il bonus 110% per la riqualificazione energetica degli edifici. Quando l’economia tira il freno a mano per una crisi, un volano importante per la ripresa è sempre l’edilizia, in uno scenario come quello di Molfetta che vede tanto territorio legato a vecchie costruzioni, ci si potrà rimboccare molto le maniche e ne beneficeranno lavoratori, imprese edili, rivenditori di materiale per edilizia, agenti di commercio, installatori di impianti, studi tecnici ecc… Ovviamente bene sarebbe che la politica incentivasse le banche ad acquisire come previsto il credito d’imposta attraverso il meccanismo di cessione previsto; il cittadino cederà il credito d’imposta all’impresa esecutrice (e di fatto ristruttura a costo zero), l’impresa lo cederà integralmente al proprio istituto di credito incassando il corrispettivo totale della fattura e la banca compenserà il credito d’imposta con i propri debiti fiscali. Tutto bello sulla carta ma tra dire e fare ci sarà il mare mosso delle banche.

Detassazione: in cosa consistono i tagli fatti dal Governo? Si tratta davvero di tagli o di spostamenti dei pagamenti?

La detassazione è minima per talune imprese e non esiste per la maggior parte delle altre. Ciò che è concreto è la concessione di aree pubbliche senza TOSAP (come previsto dalla nostra amministrazione comunale) la mera decontribuzione del costo del lavoro assorbito dagli ammortizzatori sociali per i lavoratori che hanno sospeso o ridotto le proprie prestazioni lavorative. Altra misura concreta è lo stop all’ acconto IMU di alberghi e strutture ricettive, compresi gli stabilimenti balneari, a condizione che coincidano proprietario dell’immobile ed esercente attività d’impresa. Infine c’è lo stop al versamento del saldo IRAP 2019 e primo acconto 2020, ma su questo preferisco sorvolare perché il tecnicismo del meccanismo saldo acconti, vuole che gli acconti già versati lo scorso anno vadano probabilmente a coprire il saldo 2019 ed il mancato acconto di giugno si concretizzerà in un maggior saldo da pagare il prossimo anno. Il testo del nuovo decreto infine prevede lo spostamento delle seguenti scadenze fiscali al 16 settembre 2020 di IVA, ritenute d’acconto, contributi previdenziali, contributi Inail, atti di accertamento, cartelle esattoriali e gli avvisi bonari, rate della rottamazione-ter e del saldo e stralcio ma tutto ciò si sommerà alle normali scadenze del quarto trimestre determinando un autunno da paura per chi non è riuscito ad adempiere nei termini e torno a dire che non è ipotizzabile un saldo e stralcio o una cancellazione dei debiti tributari e previdenziali.

Burocrazia: è stato il problema più grande delle settimane di lockdown, ora il governo promette più efficienza, in che maniera?

Nessuno snellimento burocratico segue alla promessa, facilitazioni non ne leggo per ora ma consideri che il decreto è stato bollinato ieri sera - martedì ndr - occorrerà approfondirlo nei prossimi giorni e quando lo avremo approfondito, il parlamento lo avrà emendato, è un gioco al massacro per noi professionisti, se c’è una parola che ci fa tremare i polsi è semplificazione, basti considerare che il DL dovrà essere convertito in legge entro 60 giorni e che si stima occorreranno poi 98 decreti attuativi.

Cassa Integrazione: quali sono stati i problemi principali per le imprese e cosa prevede questo decreto per risolvere le problematiche?

Le problematiche di cassa integrazione sono sempre le stesse da anni, innanzitutto la frammentazione, tra ammortizzatori ordinari, straordinari, in deroga, FIS, enti bilaterali. Personalmente non riscontro alcun ritardo rispetto ai normali tempi di lavorazione, ovviamente l’enorme numero di richieste simultanee ha determinato un leggero ritardo, ma i tempi tecnici sempre quelli son stati. Cosa ci aspetta in realtà è peggio di ciò che abbiamo vissuto, il fatto di inviare le domande di CIG in deroga all’INPS, ci costringerà a rifare tutto il lavoro, mentre lasciando le pratiche alle Regioni, avremmo potuto riciclare le domande clonandole e cambiando le date. La ciliegina sulla torta è il fatto di dover inviare le domande secondo lo schema 5 + 4, ossia se usi le prime 5 potrai usare le ulteriori 4 istruendo dunque pratica ulteriore. L’INPS dovrebbe inoltre anticipare il 40% dell’importo entro 15 giorni dalla presentazione della domanda (IG15), ma siccome il ricorso effettivo alla cassa integrazione viene rendicontato a posteriori dall’impresa (Mod SR41), se l’impresa chiede 5 settimane con IG15 , l’INPS eroga il 40%, ma poi l’impresa rendiconta con SR41 il ricorso ad una sola delle 5 settimane richieste prudenzialmente (ossia il 20%), al lavoratore toccherà restituire la metà di quanto percepito in acconto: una genialata.

Fondi sulle startup innovative: è un buon momento per avviare un’attività imprenditoriale a Molfetta sfruttando questi bonus?

Attenzione, con il termine startup innovative si identificano nuove impresa nelle forme di un'organizzazione temporanea o una società di capitali in cerca di soluzioni organizzative e strategiche che siano ripetibili e possano crescere indefinitamente, comunque parliamo di nuove imprese ad alto valore tecnologico. I 500 milioni del fondo si aggiungono ad uno scenario di aiuti alla costituzione e crescita di questo settore che è addirittura un fondo residuale rispetto alle opportunità già in essere. Ovvio che in uno scenario così incerto legato ai futuri sviluppi della pandemia, ci sono opportunità legate alle esigenze di digitalizzazione legata alla formazione a distanza, ai servizi di delivery, all’e-commerce, ai servizi di pagamento digitale, alle esigenze di tracciamento degli infetti, alle app di personal training, alla digitalizzazione dei servizi PA, all’editoria digitale, alle app per la mobilità. Una buona prospettiva per le menti geniali dei giovani, un aspetto innovativo spicca tuttavia in questo caso, per la prima volta questo fondo si rivolge anche al settore dei videogiochi che spesso diventano una miniera d’oro.

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