Gli studi dell’associazione di volontari

Come prevenire l’alga tossica? Gli studi dell’Osservatorio del Mare

Dalle analisi statistiche dell’Omm risulta che l’alga tossica è presente, sia presso Prima Cala che presso Torre Gavetone, da maggio a gennaio dell’anno successivo

Attualità
Molfetta domenica 02 agosto 2020
di Martina Visaggio
Lo studio dell’OMM
Lo studio dell’OMM © n.c.

A febbraio scorso l’OMM, Osservatorio del Mare a Molfetta, ha presentato un articolo scientifico a GECOMARS2020, convegno internazionale tenutosi a Marsiglia, sulla gestione ambientale basata sugli ecosistemi.

“Toxic algal bloom at the urban coasts: a citizen’s point of view”, in italiano “Fioriture di alga tossica sulle coste urbane: un punto di vista dei cittadini”, è il nome del lavoro presentato.

«Riguarda lo studio condotto dai cittadini volontari di OMM – afferma Maddalena de Virgilio, responsabile dell’osservatorio – con la metodologia della Citizen Science, sul plancton molfettese».

Lo studio presta particolare attenzione alla microalga non visibile ad occhio a nudo, Ostreopsis ovata, più comunemente nota come alga tossica.

Nello specifico l’articolo descrive i dati raccolti, tra luglio 2016 e dicembre 2019, attraverso i prelievi di acqua marina dal fondo di pozze di marea. Le rilevazioni, con cadenza settimanale durante tutto l’arco dell’anno, erano state effettuate presso le località Prima Cala e Torre Gavetone.

Dalle analisi statistiche di questi dati risulta che l’alga tossica è presente, sia presso Prima Cala che presso Torre Gavetone, da maggio a gennaio dell’anno successivo e non sussiste una differenza significativa nella distribuzione dell’alga fra le due stazioni di campionamento. Inoltre la proliferazione della microalga tossica inizia presso Prima Cala, la stazione di campionamento più vicina al centro urbano. Infine, i picchi di concentrazione di alga tossica, rilevati presso Prima Cala, sono maggiori rispetto a quelli rilevati presso Torre Gavetone.

In buona sostanza lo studio condotto dai volontari di OMM dimostra che prelievi a cadenza settimanale in almeno due stazioni di campionamento lungo la costa urbana rappresentino un metodo a basso costo ed efficiente per predire fioriture algali e rappresentano, quindi, un potenziale metodo di allerta precoce.

«Ovviamente, come Osservatorio cittadino - afferma - intendiamo interloquire con le istituzioni locali, al fine non solo di mettere a disposizione i nostri dati, ma anche collaborare con le istituzioni al fine di migliorare il sistema di allerta».

È ormai noto quanto numerose sindromi respiratorie si verifichino con l’inalazione di alga tossica. «Riteniamo - spiega - che un sistema previsionale efficiente debba tenere in conto la concentrazione non solo nell’acqua ma soprattutto nell’aria, dove viene trasportata per azione combinata dei venti e del moto ondoso».

Potremmo semplicemente imparare a convivere con l’alga tossica rinunciando, però, ai benefici di una estate trascorsa in riva al mare.

«Una soluzione al problema dell’alga tossica sulle nostre coste potrebbe derivare - conferma - da un’analisi incrociata dei dati di concentrazione della specie con altri dati ambientali, relativi alla temperatura dell’acqua marina e dell’aria nonché alle concentrazioni di fosforo, azoto ed Escherichia coli nei nostri mari».

Infatti, attraverso queste analisi multiscala si possono dedurre le migliori strategie di risanamento per ridurre la presenza di alga tossica evitando ulteriori squilibri ecologici e consentire a tutti i cittadini una benefica e gradevole fruizione delle spiagge.

Lascia il tuo commento
commenti
I commenti degli utenti
  • Ottavio Balducci ha scritto il 04 agosto 2020 alle 17:12 :

    Disponibile a qualsiasi forma dì collaborazione. Ottavio Balducci, assessore all’ambiente Comune di Molfetta. Rispondi a Ottavio Balducci