Il dispositivo, collocato in via Nassiryia, era stato sottratto qualche giorno fa

Defibrillatore rubato e ritrovato dagli uomini della Polizia locale

Una segnalazione anonima ha permesso di ritrovare il defibrillatore; Minervini: "E' uno strumento che può salvare la vita alle persone"

Attualità
Molfetta sabato 05 dicembre 2020
di La Redazione
Polizia Locale
Polizia Locale © n.c.

E’ tornato al suo posto il defibrillatore del progetto “Molfetta cardioprotetta”, situato in via Nassiryia che, un gruppo di persone, nei giorni scorsi, aveva rubato. E’ stata una segnalazione anonima, giunta alla polizia locale, che sull’episodio stava indagando, a consentire il ritrovamento dell’apparecchio che, è bene ricordarlo, è dotato di un numero di serie, è tracciato, può essere bloccato in caso di furto e, in poche parole, non ha mercato.

A spingere l’anonimo informatore, con ogni probabilità, la consapevolezza del fatto che le telecamere della rete cittadina, che puntano su tutti i defibrillatori presenti su territorio comunale, avrebbero potuto identificare l’autore del furto e che, quindi, sarebbe scattata la denuncia. Il defibrillatore è stato ritrovato funzionante.

«Mi rivolgo a chi ha rubato il defibrillatore che, probabilmente, sulle prime, non ha compreso di aver portato via uno strumento che può salvare la vita ad una persona. Spero che – sottolinea il sindaco, Tommaso Minervini - non sia stata la paura di una denuncia a spingerlo a far ritrovare il defibrillatore ma una consapevolezza nuova sulla gravità del gesto compiuto. Colgo l’occasione per ricordare a tutti che il nostro sistema di videosorveglianza cittadino funziona».

Un episodio analogo era accaduto a maggio scorso. In quella circostanza il defibrillatore fu rimesso a posto da una persona che sosteneva di averlo ritrovato. In quel caso il ladruncolo fu denunciato.

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I commenti degli utenti
  • Pietro Abbatangelo ha scritto il 05 dicembre 2020 alle 09:16 :

    Se fosse stato a Tirano Sondrio paesino di 9000 anime una cosa del genere non sarebbe accaduta un dispositivo salvavita fruibile da tutti e che serve a salvare vite con tempestività non può essere fatto merce di scambio per commercio illecito il grado di civiltà di un popolo si misura nella capacità e nella forza che hanno di stigmatizzare simili atteggiamenti figli di una cultura sconsiderata che non considera l'individuo come parte di un gruppo ma come qualcuno da invidiare abbattere distruggere perché ha più soldi più potere e meno umanità meditate gente meditate Rispondi a Pietro Abbatangelo