Il presidente della Molfetta Calcio, Ennio Cormio, interviene alla trasmissione di Sportitalia "Tutto Serie D"

Cormio: "L'organizzazione della società è il nostro top player"

"I tifosi mancano. Adesso raggiungiamo la salvezza, poi un giorno sogno di avere un talentino tutto nostro cresciuto nel nostro vivaio"

Calcio
Molfetta martedì 12 gennaio 2021
di Angelo Ciocia
Il presidente della Molfetta Calcio, Ennio Cormio
Il presidente della Molfetta Calcio, Ennio Cormio © n.c.

La Molfetta Calcio sbarca sul piccolo schermo: nella trasmissione “Tutto Serie D” di Sportitalia trova spazio un interessante intervento del presidente dei biancorossi, Ennio Cormio. Tra campionato da matricola, fortino Paolo Poli, cammino balbettante in trasferta, mancanza del pubblico amico, Ennio Cormio illustra la realtà molfettese a 360 gradi.

“Le cifre che girano in serie D sono importanti: cercheremo di colmarle con merchandising, con il coinvolgimento di sponsor che non devono diventare distributori di due lire, ma essere parte integrante del progetto. L’organizzazione della squadra, sapientemente guidata dal direttore Beppe Camicia, è il nostro top player: proprio questo è un aspetto importante per sopperire ai grandi budget del girone H di serie D”, le parole del presidente biancorosso.

Un campionato di quarta serie che sin qui è altalenante per la matricola Molfetta. Dodici punti in classifica, di cui undici in casa, nel fortino Paolo Poli.
“Il cammino fuori casa è deludente dal punto di vista dei risultati, è evidente. Voglio sottolineare però il cammino casalingo, dove sono arrivati risultati ottimi con Casarano e Picerno che sono squadre con organici di serie C – le parole di Cormio a Sportitalia - Mi piace guardare le statistiche e sottolineo che abbiamo preso un solo gol preso al Poli. Dispiace aver subito le imbarcate a Lavello e Aversa, su questo stiamo riflettendo. Per il resto, fuori casa, abbiamo perso sempre su rigore, sia a Sorrento, sia con Bitonto, altre due squadre con ambizioni. Siamo un gruppo giovane, gli alti e i bassi sono stati messi in conto. Speriamo di dire la nostra fuori casa. Il girone H è il più equilibrato d’Italia”.

E molte volte, a spostare gli equilibri, nello scorso campionato di Eccellenza ci ha pensato il pubblico del Paolo Poli. Una tifoseria dal palato fine che è stata contagiata dalla bontà del progetto biancorosso.
“Il pubblico ci manca come l’acqua manca alla terra. Tremila tifosi sempre presenti sono un vanto per tutta la città: secondo il mio modesto parere abbiamo uno dei migliori impianti della serie D, non avere il pubblico è una grossa ferita. Il pubblico avrebbe capito maggiormente, stando in gradinata, cosa significa una serie nazionale e avrebbe sofferto al nostro fianco”.

Scorrono le immagini degli altri gironi di serie D, impreziosito dall’arrivo dell’eroe del triplete dell’Inter, Maicon, neoacquisto del Sona, squadra veronese del girone B. Non c’è un eroe del triplete nella Molfetta Calcio, però c’è uno dei più talentuosi calciatori dell’intero panorama pugliese, Nicola Strambelli. “Nicola è un discorso lungimirante che guarda al futuro. Dobbiamo darci dei progetti, delle scadenze e vediamo in lui colui che ci può accompagnare nel futuro – le parole del presidente biancorosso che guarda al resto della squadra – Abbiamo un’età media di 22-23 anni, una delle più giovani del girone più difficile. Abbiamo puntellato il nucleo storico della squadra. Il nostro obiettivo, anche con Strambelli in squadra, resta la salvezza tranquilla. In più il mio sogno sono i giovani: da decenni il nord barese non produce un talento puro dopo Cassano, oggi c’è Castrovilli. Il mio pallino è costruirmi il talentino in casa, abbiamo 14 squadre giovanili e lavoreremo per avere gli under di casa nostra, senza dover ricorrere necessariamente all’acquisto da altre società”.

Una finestra sul mercato, con una sessione aperta a dicembre che si chiuderà a febbraio. “Mercato? Apro le porte della Molfetta Calcio ai giovani: sono dell’idea che un giovane di una squadra di Primavera di serie A, piuttosto che fare panchina o giocare dieci minuti in serie C debba rimboccarsi le maniche e scendere in D per giocare e dimostrare il proprio livello – l’annuncio di Ennio Cormio – I giovani non devono pensare che giocare in D sia una bocciatura: deve essere il loro trampolino di lancio e lo dimostrano tutti i giocatori professionisti che scendono in D per rilanciarsi”.

Infine, uno sguardo su quello che è, per gli addetti ai lavori, il girone più complesso dell’ex Interregionale.
“Casarano in pole position, il Picerno è una squadra di serie C, il Taranto è una squadra quadrata ed equilibrata, il Lavello gioca il miglior calcio del girone”, il giudizio del presidente della Molfetta Calcio.

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