Processo “palazzine Fontana”, fissato il calendario delle udienze

Il 10 novembre sfileranno i testimoni; il 17 sarà la volta dei tecnici

Cronaca
Molfetta mercoledì 30 settembre 2009
di La Redazione
© n.c.

Seconda udienza nella mattina di ieri del processo per le palazzine di Prolungamento via Aldo Fontana.

Procedimento istruito dal Pubblico Ministero della Procura di Trani dott. Antonio Savasta per fare luce sulla vicenda degli edifici sorti nell’estrema periferia di Ponente della città. Costruiti con tecnologia sperimentale antisismica, furono abbattuti pochi anni dopo.

Per la Procura, alla base dei danni che indussero i tecnici a disporre l’abbattimento ci sarebbe impiego «di materiale inidoneo a creare calcestruzzo di buona qualità, oltre alla riduzione dolosa di spessori copri ferro al di sotto dei valori prescritti dalla legge senza procedere neppure al collaudo dei materiali».

Il giudice monocratico dott. Lorenzo Gadaleta ha ammesso le prove e i testimoni prodotti dalle parti, fissando il calendario delle udienze. Ha inoltre confermato che Giuseppe Calò resta imputato, assieme al direttore dei lavori e incaricato del rilascio di collaudo finale Leonardo De Gennaro.

Calò era stato indicato dalla procura come il rappresentante legale della Ital.Co srl, ma poi è risultato essere il titolare di un’impresa edile individuale alla quale la Ital.Co aveva affidato dei lavori in subappalto. A rappresentare l’azienda, in seguito fallita, era suo fratello Corrado, la cui posizione al termine delle prime indagini era stata archiviata. Comparirà tra i testimoni.

Questi sfileranno nella sezione di Molfetta del Tribunale di Trani il prossimo 10 novembre, assieme alle parti civili, rappresentate dall’avv. Marcello Magarelli.

Il 17 novembre sarà la volta dei tecnici, tra cui il Prof. Ing. Armando Albi-Marini, autore su incarico della Procura della Repubblica della perizia del 30 luglio 2004 con la quale si dispose lo sgombero di tre delle cinque palazzine in seguito demolite.

La seduta ha registrato la proposta formulata dall’avv. Bepi Maralfa, difensore di Giuseppe Calò, di rinunciare alle audizioni dei testimoni (previa acquisizione agli atti delle precedenti dichiarazioni) e incaricare un collegio di esperti di eseguire una cosiddetta “super-perizia”. Proposta bocciata dal difensore di De Gennaro.

Perizia che potrebbe in ogni modo essere richiesta da Maralfa alla fine della fase istruttoria.

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