Cartellonistica stradale, la Polizia Municipale: «a Molfetta niente impianti abusivi, c'è il Piano»

Il Piano generale dei pubblici impianti è previsto dall’art. 23 del codice della strada, la nostra città ne è dotata

Attualità
Molfetta lunedì 02 novembre 2009
di Rosanna Buzzerio
© MolfettaLive.it
Ce ne sono tanti, sono sparsi per tutta la città, pubblicizzano di tutto, dall’evento alle aziende, al singolo prodotto, stiamo parlando della cartellonistica stradale che trova la sua maggiore concentrazione al semaforo di via Berlinguer incrocio via Terlizzi, e al rondò che conduce alla zona industriale e Asi, altri ce ne sono su via Bisceglie, piuttosto che su via Giovinazzo, o su via 25 Aprile, di recente installazione è l’impianto pubblicitario nei pressi del Pala Poli.

Quando vengono impiantati nuovi cartelli pubblicitari, si grida all’abusivismo ma come ci ha spiegato il comandante della Polizia Municipale, Giuseppe Gadaleta, «a Molfetta non ci può essere alcun fenomeno di abusivismo perché dal 2006 è dotata del Piano generale dei pubblici impianti, che altro non è che un vademecum che gestisce e pone delle regole ben precise sulla cartellonistica pubblicitaria presente sul proprio territorio».

Inoltre, il comandante della Polizia Municipale ci tiene a precisare che «il Piano generale dei pubblici impianti è diverso dal regolamento generale delle pubbliche affissioni, che è quello che gestisce le tariffe e la tipologia dei manifesti, pubblico, privato, pubblicitario, funerario da affiggere in città». Ed aggiunge: «il Piano è previsto dall’art. 23 del codice della strada, non fa altro che contemperare le esigenze commerciali delle aziende private, del territorio, e dà la possibilità ai Comuni di dotarsi di questo regolamento di autogestione, tenendo conto delle caratteristiche tecniche, peculiari, la consuetudine del territorio. Quindi è possibile regolamentare l’installazione degli impianti pubblicitari nel proprio territorio, cercando di contemperare sia le esigenze del privato, che del pubblico».

Sembra che l’installazione dei cartelloni pubblicitari avvenga senza nessuna logica, senza nessuna regolamentazione ma da quanto detto dal comandante tutto si rifà al piano generale degli impianti pubblici, che non è detto che tutte le città abbiano, e anche Molfetta prima del 2006 si rifaceva all’art. 23 del codice della strada che dice: "se il Comune si dota di un proprio regolamento può anche derogare da quelle che sono le distanze minime e massime previste dal codice".

«Sino ad allora», ha sottolineato il comandante Gadaleta, «ci siamo avvalsi della giurisprudenza nel senso che ogni volta che il Comune rilasciava una concessione di occupazione di suolo pubblico per impianto pubblicitario apponendo delle regole creavano un regolamento ad hoc. Dopo il 2006 sono stati stabiliti gli ambiti di intervento, che divide le pubblicità dirette e indirette, si aggiungono gli impianti di esercizio, e le pre insegne di esercizio, questo piano regolamenta gli striscioni, i paletti parapedonali, totem».

Con una certa soddisfazione il comandante Gadaleta fa rilevare che a Molfetta «la Polizia Municipale, insieme con l’ufficio tributi, è riuscita a porre le regole precise e chiare, e non si verifica alcun fenomeno di abusivismo. La cartellonistica stradale può essere posizionata 10 metri prima dell’incrocio semaforico e 5 metri dopo.

In alcuni casi abbiamo provveduto alla rimozione forzata dei cartelli non autorizzati, gli ultimi rimossi sono quelli che avevano installato sul rondò della zona industriale perché per il codice della strada, e non è una norma non derogabile, l’impianto pubblicitario che si trova sempre a destra del senso di marcia può essere installato l’importante che i colori, la forma, e la posizione non vanno ad incidere negativamente sulla circolazione stradale. E quelli sul rondò non rispettavano queste regole».
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I commenti degli utenti
  • ermelinda ha scritto il 02 novembre 2009 alle 13:49 :

    il problema è un'altro la maggior parte sono concentrati agli incroci dove il rischio di disattenzione è maggiore vedi tamponamenti e rischi di investire pedoni, purtroppo il bussines econonomico (inquinati) soppravale sul codice deontologico Rispondi a ermelinda

  • mizio ha scritto il 02 novembre 2009 alle 10:56 :

    Non si può vedere il cartellone con la dichiarazione d'amore... Avrà speso una cifra il mittente del messaggio. Spero ne sia valsa la pena :-) Rispondi a mizio