Consiglio comunale, le indicazioni dell'amministrazione sul commercio ambulante

L'opposizione chiede l'aggiornamento del piano del commercio prima della scadenza, prevista per aprile prossimo. No della maggioranza

Politica
Molfetta sabato 07 novembre 2009
di Rosanna Buzzerio
© MolfettaLive.it

Finalmente arriva in consiglio comunale la tanto attesa relazione dell’assessore al commercio, Anna Maria Brattoli, sulla situazione del commercio ambulante, punto all’ordine del giorno richiesto da alcuni consiglieri di opposizione lo scorso settembre. Assessore, a cui più volte abbiamo provato a porre interrogativi sul tema, senza ottenere risposta.

Ma andiamo per ordine. Ad inizio seduta è il consigliere del Pd, Pino De Candia, a chiedere al sindaco delucidazioni in merito all’influenza A/H1N1 nella nostra città, vista la recente chiusura del plesso scolastico “Rosaria Scardigno” e l’aria di allarmismo diffusa in città. Le parole del sindaco, Antonio Azzollini, sono rasserenanti «l’amministrazione comunale di concerto con l’ufficio igiene e prevenzione della Asl farà tutto quello che prevedono i protocolli». Ed inoltre, informa l’assise che le condizioni di salute del bimbo ricoverato all’ospedaletto dei bambini “Giovanni XXIII” sono in netto miglioramento, e che «il programma di sanificazione delle scuole era già previsto, e non si tratta di un intervento straordinario».

Di tutt’altro tenore è l’intervento di Giovanni Abbattista (Pd) che torna sul rinvio a giudizio dell’assessore Palmiotti e chiede le dimissioni dell’assessore «perché in un periodo in cui la politica fa molta fatica ad avvicinare i cittadini occorre dare un segnale forte» e propone all’amministrazione di costituirsi parte civile. Il sindaco da parte sua difende a spada tratta il suo assessore, definendo le parole del consigliere del Pd «parole inutili, da festival dell’ipocrisia».

Poi l’assise concentra i propri lavori sul punto cardine all’ordine del giorno, ossia la relazione dell’assessore Brattoli sul commercio ambulante, che fa rilevare: «le scelte delle varie amministrazioni che si sono avvicendate nell’ultimo ventennio hanno portato ad un risultato incontrovertibile: la distruzione della “dorsale mercatale” che attraversava longitudinalmente la città ed offriva agli abitanti del centro prodotti con ottimo rapporto qualità-prezzo».
Venute meno le famose piazze mercatali, come Piazza Baccarini, Piazza Principe di Napoli, Piazza delle Erbe, Piazza Mentana, Piazza Immacolata, Piazza San Michele e Piazza Paradiso, Molfetta si è trovata senza mercati organizzati per il commercio su aree pubbliche ed «in alcune zone», prosegue l’assessore, «neanche il commercio a posto fisso è riuscito a sostituire l’ambulantato, anche per la carenza di medie strutture di vendita e per la difficoltà di esposizione della merce, che nella nostra città ha connotazioni particolari».

Inoltre l’assessore precisa che «l’attuale piano, approvato con delibera del commissario prefettizio il 18 aprile 2006 prevede all’art. 22 l’occupazione temporanea di aree pubbliche con apertura giornaliera e stagionale». Tali aree sono state individuate a ridosso di Piazza Minuto pesce, piazzetta della 167 (nei pressi della chiesa di Sant’Achille), via Papa Montini angolo via Martiri di via Fani, via Caduti sul mare angolo vico XII Madonna dei Martiri, mentre le aree ad apertura stagionale sono: via Berlinguer, via Salvucci, via Giuseppe De Candia, via Cap. De Candia.

Non dimentica l’assessore di soffermarsi sulle note vicende dall’operazione Reset e quindi dell’emergenza sociale che si è venuta a creare in città, «la volontà che ha permeato tutte le azioni poste in essere dalla pubblica amministrazione hanno sempre avuto un unico scopo, consentire a questi soggetti (beneficiari dell’indulto) di potersi guadagnare da vivere onestamente e nel contempo offrire un servizio ai cittadini residenti in zone della città prive di piazze strutturate». Ed aggiunge: «occorre sfatare una affermazione che viene utilizzata impropriamente per indicare la “degenerazione” del fenomeno dell’ambulantato, cioè: l’abusivismo. Tutti gli ambulanti che a Molfetta occupano aree pubbliche sono in possesso di autorizzazione amministrativa all’esercizio del commercio ambulante e pagano regolarmente l’occupazione di suolo pubblico».

L’attuale piano quello deliberato dal commissario prefettizio, che ha validità 4 anni, scadrà il 18 aprile 2010, quindi per l’assessore «un aggiornamento immotivato effettuato prima della scadenza quadriennale potrebbe essere oggetto di impugnativa da parte dei soggetti destinatari». Conclude la relazione affermando: «l’idea di fondo rimane quella di porre rimedio alla “desertificazione” commerciale del centro cittadino e di alcune aree periferiche, si possono ipotizzare strutture di vendita omogenee che consentano di tenere sotto controllo gli spazi occupati per l’esposizione della merce».

In sintesi quello che viene chiesto al consiglio comunale è se procedere con l’aggiornamento del piano già vigente o attendere l’approvazione del nuovo piano.

I consiglieri comunali firmatari del punto propendono per l’aggiornamento del piano vigente, perché come ha spiegato il consigliere di Rifondazione Comunista, Giovanni Porta, «la questione ambulanti non deve essere trattata come ordinaria amministrazione, ma attiene anche ad una cultura di fare impresa a Molfetta. Quindi bisogna tener conto del problema sia dal punto di vista strutturale, inteso come gestionale ed economico, sia culturale. Nell’ultimo anno, anche in seguito all’emergenza sociale, c’è stato un aumento delle occupazioni di suolo pubblico per la rivendita di prodotti ortofrutta, questo ha creato dei problemi igienico sanitari, di viabilità, di pubblico decoro, e anche di ammanco indiretto nelle casse comunali per il mancato utilizzo di una plancia pubblicitaria Gestor».
Nel suo lungo ed articolato intervento il consigliere Porta non dimentica di fare riferimenti agli incendi dolosi di alcuni gazebo, ai metri occupati rispetto a quelli consentiti, al tipo di autorizzazioni rilasciate. Quindi il consigliere Porta chiede all’amministrazione di impegnarsi ad aggiornare il piano entro il 31 dicembre 2009.

Sulla stessa lunghezza d’onda è l’intervento dei consiglieri Abbattista e Mino Salvemini, per i quali «la relazione avrebbe dovuto individuare una luce nella prospettiva della risoluzione del problema, che è serio». Ed aggiunge: «l’amministrazione non si pone delle regole all’interno delle quali poter porre le basi sia per l’integrazione sociale che la regolamentazione del commercio stesso. Sembra quasi che voglia consolidare una situazione che oggi sembra precaria, per questo l’amministrazione deve creare le condizioni perché quelle esigenze del lavoro si esprimano in un contesto civile in cui non vengano offese altre esigenze pari dignità, come il decoro, l’igiene, la salubrità».

Per il consigliere dell’Udc, Pino Amato, «non si deve infierire su questi lavoratori, ma l’amministrazione deve trovare una sintesi».E chiede: «un controllo maggiore per chi esercita il controllo». Dello stesso tenore sono anche gli interventi dei consiglieri Mauro De Robertis e Nicola Piergiovanni.

Il sindaco dal canto suo fa rilevare che «la scelta dell’amministrazione è stata quella di evitare ogni possibile abusivismo, concedendo le licenze agli ambulanti, sappiamo che è in scadenza il piano del commercio, così ci attrezziamo perché quel piano adegui alla modernità l’ambulantato. Ma nel frattempo stiamo ristrutturando, rendendo più igieniche e attrezzate, Piazza Minuto Pesce, Piazza Gramsci. Il nostro piano è organico, occorre del tempo per realizzarlo».

Segue la scia del sindaco l’intervento del consigliere del Pdl, Angelo Marzano, secondo il quale «non ha senso richiedere l’aggiornamento del piano visto che è in scadenza, per cui non riusciamo a giustificare l’urgenza, visto che l'amministrazione sta provvedendo ad approvare altri piani che si integrano a quello del commercio».
Alla fine la mozione proposta dal consigliere Porta non viene accettata, e il punto viene votato a maggioranza. Nella discussione del punto viene solo accennato alla possibilità di costituire un Comitato comunale per il monitoraggio dei fenomeni deliquenziali ai sensi della Delibera di C.C. n. 48/1997.

Il punto relativo alla modifica dagli articoli 8 (Governo del territorio), 43 (Cessazione di singoli componenti della Giunta) e 44 (Funzionamento della Giunta) vola via velocemente perché su proposta del consigliere del Pdl, Pietro Mastropasqua, viene istituita una commissione ad hoc per l’aggiornamento di detti punti.
Tale commissione è costituita dal presidente del consiglio comunale, Nicola Camporeale, dai consiglieri di opposizione Mino Salvemini e Pino Amato, e dai consiglieri di maggioranza Lillino Giancola e Pietro Mastropasqua, è prevista in commissione la presenza del segretario generale per la verbalizzazione degli incontri.

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I commenti degli utenti
  • vivalaverita ha scritto il 07 novembre 2009 alle 18:02 :

    Mi dispiace dirle che mi ha profondamente deluso, anche perchè non ha usato lo stesso metro linguistico usato per fatti analoghi in cui erano coinvolti altri personaggi politici a lei vicino. Spero solo che se ne sia reso conto. Buon lavoro Rispondi a vivalaverita

  • vivalaverita ha scritto il 07 novembre 2009 alle 18:02 :

    Sig. Giovanni Abbattista certo che non vi smentite mai voi del PD, tutte le occasioni sono buone per gettare fango sugli avversari. Cosa centrava la sua infelice uscita sulle dimissioni di Palmiotti quando si stava parlando di tutt'altro? Come dice spesso Emilio Fede " CHE FIGURA DI MERDA ". Ho sentito solo critiche a riguardo del suo intervento e molteplici provenire da componenti il suo gruppo politico. continua Rispondi a vivalaverita

  • blacksky ha scritto il 07 novembre 2009 alle 14:47 :

    Ma guardate che faccie preoccupate ci sono nella foto .Se ne sbattono tutti dei nostri problemi ogniuno pensa al proprio ,,,,,,,,,poi lascio a voi immaginare. Andate A LAVORARE CHIACCHERONI Rispondi a blacksky

  • wellcom0 ha scritto il 07 novembre 2009 alle 13:37 :

    Per tutte le anime candide del PdL o di altri partiti, perchè le aree di stazionamento stagionale(sic!)...fisse non le scelgono sotto i portone delle case loro? Così dimostrerebbero a tutti che non ci sono problemi e che i livelli di igiene sono rispettati e che anche il livello occupazionale del settore viene rispettato! Rispondi a wellcom0