Farfa, il cinema sociale pugliese dà vita a "I lavoratori del mare"

Il cortometraggio nasce nell’ambito del progetto della Regione Puglia Principi Attivi. Ne abbiamo parlato con lo sceneggiatore Domenico de Ceglia

Attualità
Molfetta domenica 15 novembre 2009
di Chiara Ventura
© Gruppo Farfa

Farfa, il cinema sociale pugliese entra in scena con un’idea nata dalle menti e l’esperienza di tre molfettesi: Domenico de Ceglia, insegnante di Lettere e storia ad Udine, Giuseppe Boccassini ,laureato al Dams di Bologna e diplomato in regia cinematografica presso la Nuct a Roma e Chiara Armentano, dottoressa di ricerca presso il Dipartimento di Musica e Spettacolo dell’ Università di Bologna.

Un progetto che nasce nell’ambito di Principi Attivi e che si sviluppa con lo svolgimento di un laboratorio durato 140 ore al quale hanno preso parte i ragazzi delle scuole superiori molfettesi. Un laboratorio finalizzato alla stesura di un soggetto che ha poi dato vita ad un cortometraggio dal titolo: “I lavoratori del mare” interamente ambientato nella nostra città.

Abbiamo chiesto allo sceneggiatore del corto, Domenico de Ceglia, di spiegarci la natura, i progetti, e gli obbiettivi del gruppo Farfa.

Con quale spirito è nato il progetto Farfa?
«Lo spirito del gruppo è sicuramente quello di produrre una democratizzazione del sapere, e di impegnarsi concretamente nella realizzazione e produzione di nuovi progetti che possano diffondere con i nuovi mezzi di produzione digitale una cultura underground».

Ci spieghi meglio cosa si intende per cultura underground?
«La cultura underground, ma in realtà qualsiasi cosa che possa definirsi cosi’, a partire dal cinema, alla letteratura, alla poesia, è ciò che parte dal sotterraneo e che giunge, anche grazie alle nuove tecnologie, a contatto con la gente. Non è l’apparire il fine ultimo del nostro progetto, ma diffondere la nostra conoscenza e creare nuovi stimoli affinchè altri segnino la strada intrapresa. Non ci interessa essere nicchia, né snobbare ciò che è estraneo, il senso di Farfa è diffondere un modo di essere che non sia apparire ma che vada oltre l’apparire».

“I lavoratori del mare”, un cortometraggio che ha visto la vova partecipazione di giovani studenti molfettesi?
«Si, un cortometraggio il cui soggetto è stato scritto dai ragazzi durante un laboratorio nel quale ci siamo accorti della loro viva attenzione verso il mondo del cinema e che proseguirà con una serie di lezioni di montaggio post-produzione. Il titolo del corto, che è stato interamente girato in Full HD, è lo stesso del titolo del romanzo di Victor Hugo nel quale viene appunto citata la città di Molfetta, nota per l’ importante attività marittima. Tutto nasce da un espediente narrativo: un incidente metafisico che provoca la morte di tutti i pesci del mare sconvolgendo tutti i rapporti sociali e che sviluppa una trama che vedrete».

Il cortometraggio sarà proiettato per la prima volta in primavera, in diverse città di mare simultaneamente. Una prima, dunque, che promette emozioni, all’interno di un evento organizzato con la collaborazione del collettivo fotografico Rumore, di Linea 5 e Arci Cavallo di Troia che ricordiamo sono coproduttrici del corto. Una manifestazione che si giocherà su diversi livelli, ad accompagnare infatti la proiezione ci sarà una mostra fotografica sui “Lavoratori del mare”con le foto vincitrici di un concorso organizzato da linea 5, Arci e Farfa.

Grande attesa, dunque per la proiezione, ma il lavoro non finisce qui… il gruppo Farfa è attivamente impegnato nella realizzazione di ciò che viene definito crowdfunding, una raccolta di fondi tra la gente comune, per la distribuzione de “I lavoratori del mare” e per la produzione di nuovi progetti. Con un piccolo contributo, infatti, si diventa coproduttori del cortometraggio partecipando in maniera concreta al fare arte e cultura.

Tutte le informazioni riguardo a questo progetto si incontrano nel sito del gruppo: www.gruppofarfa.org.

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