Processo “palazzine Fontana”, si torna in aula il 23 febbraio

Nell’udienza di ieri depone l’assessore regionale Guglielmo Minervini. Il rappresentante legale dell’Italco Corrado Calò e il progettista ing. Lobefaro si avvalgono della facoltà di non rispondere

Cronaca
Molfetta mercoledì 23 dicembre 2009
di La Redazione
© n.c.
Riprenderà a febbraio del 2010 il processo a carico di Giuseppe Calò e Leonardo De Gennaro, rispettivamente responsabile e direttore dei lavori della ditta Italco, imputati del reato di crollo delle palazzine del Prolungamento di Via Aldo Fontana.

Nella sezione distaccata di Molfetta del Tribunale di Trani sono comparsi ieri davanti al giudice dott. Lorenzo Gadaleta altri testimoni del titolare dell’inchiesta, il Pubblico Ministero dott. Antonio Savasta, sostituito nel dibattimento da un Pm onorario.

Per la Procura della Repubblica di Trani gli imputati, in concorso fra loro, avrebbero causato imponenti dissesti statici degli edifici sino a provocarne il crollo in itinere, a causa della profonda ossidazione dei ferri strutturali ed altri fenomeni di compromissione statica delle costruzioni, per l’uso di materiale non idoneo e senza procedere al collaudo dei materiali stessi.
Gli imputati Calò e De Gennaro sono difesi rispettivamente dagli avvocati Bepi Maralfa e Annamaria Caputo. Sette sono le costituzioni di parte civile, nella persona dell’avv. Marcello Magarelli.

È stato chiamato a deporre come testimone Guglielmo Minervini in merito all’ordinanza di sgombero per motivi di pericolo emanata durante il suo mandato di sindaco. L’attuale assessore regionale non ha potuto riferire altro, in quanto i fatti contestati risalgono a un periodo precedente la sua elezione.

Gli ex assessori della giunta Minervini Maria Sasso e Franco Cives, indicati tra i testi del Pm, non sono stati ascoltati, preferendo acquisire la documentazione a riguardo.

Si sono invece avvalsi della facoltà di non rispondere il titolare dell’Italco Corrado Calò (che affidò alcuni lavori in subappalto al fratello Giuseppe, imputato) e il progettista delle palazzine ing. Lobefaro. Entrambi furono inizialmente indagati nell’inchiesta della Procura, ma la loro posizione fu archiviata.

L’udienza è stata rinviata al 23 febbraio.

Compariranno in aula i tecnici e consulenti prof. Ing. Albi Marini, Di Paola e Mezzina, l’ing. Nappi (questi ultimi tre su richiesta delle parti civili) e l’ing. Balducci, dirigente dell’Ufficio Tecnico Comunale.
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