Marina Piccola, le precisazioni di Mariano Caputo

«Lavori realizzati negli anni '70 e '80 e non da me». L'assessore illustra i motivi del suo ricorso in appello contro la sentenza di primo grado di condanna

Cronaca
Molfetta mercoledì 27 gennaio 2010
di La Redazione
© Alessandro Antonelli
L'avvocato Mariano Caputo torna sulla vicenda legata alla sentenza di primo grado del processo ai lavori compiuti al lido Marina Piccola.

I fatti contestati risalivano al 2005 - quando Caputo non ricopriva la carica di assessore ai Lavori pubblici - e lo scorso anno portarono ad una sentenza di condanna a quindici giorni di reclusione (pena sospesa), al pagamento di una ammenda di 23mila euro e delle spese processuali. L'avvocato si è appellato alla sentenza, pendente alla Corte di Appello di Bari.

Caputo ha voluto chiarire la sua posizione in una nota inviata alla redazione, affermando come i lavori oggetto della sentenza siano stati realizzati negli anni '70 e '80, motivo per cui era stata richiesta dal pubblico ministero la sua assoluzione.

«Al fine di comprendere l’esatta verità dei fatti - scrive l'assessore -, risulta necessario evidenziare, come così come provato documentalmente nel giudizio conclusosi dinanzi al Tribunale di Trani, che la totalità delle opere accertate erano state realizzate dal precedente gestore del lido balneare “Mariana Piccola” negli anni ’70 – ’80 e che il sottoscritto procuratore, subentrato nel giugno 2005, aveva ereditato nella gestione.
 
Per altre opere realizzate il sottoscritto procuratore aveva ottenuto tutte le autorizzazioni amministrative per la loro esecuzione.
Non essendo stato nelle condizioni di recuperare tutte le autorizzazioni e le progettazioni allegate alle vecchie concessioni demaniali, che dimostrassero la difesa del sottoscritto, il giudice del Tribunale di Trani ha emesso una sentenza, a ragione del sottoscritto priva di riscontri, che è stata prontamente appellata dinanzi alla Corte di Appello di Bari e a tutt’oggi pendente per la sua definizione.

Solo per dovere di cronaca, lo stesso Procuratore della Repubblica di Trani, delegato all’udienza, in sede di dibattimento aveva richiesto al giudice l’assoluzione per non avere commesso il fatto.

In seguito all’appello, l’avv. Mariano Caputo è riuscito a depositare dinanzi alla Corte di Appello di Bari tutta una serie di nuove documentazioni degli anni ’70 – ’80 che dimostrano la sua estraneità ai fatti contestati e cosa ancora più evidente l’autorizzazione, dei lavori accertati, da parte degli organi amministrativi, della Regione Puglia e dello stesso Ministero dei Beni Culturali, al vecchio gestore.

Tali nuove circostanze, che confermano, non solo la difesa del sottoscritto, ma anche la giusta intuizione della stessa Procura di Trani, che aveva avanzato la propria richiesta di assoluzione, verranno discusse e licenziate dalla Corte di Appello di Bari
».

Per altri lavori nel lido effettuati nel 2007 è in corso un differente procedimento, in cui è imputato l'attuale rappresentante legale dello stabilimento balneare, Michele Tattoli.
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