Tribunale delle acque: «Il Pai resta valido» In aula il 26 maggio

La Corte di appello non accoglie la richiesta di Palazzo di Città di annullare in via cautelare il Piano per l’assetto idrogeologico dell’Autorità di bacino e fissa il termine della controversia

Cronaca
Molfetta domenica 28 febbraio 2010
di Lorenzo Pisani
© Autorità di Bacino della Regione Puglia

Nessun annullamento: il Piano per l’assetto idrogeologico (Pai) approvato dall’Autorità di bacino (Adb) mantiene la sua validità, in attesa del 26 maggio.

In quella data si conoscerà probabilmente l’esito dello scontro legale tra il comune di Molfetta e l’autorità interregionale di governo delle acque, contro cui Palazzo di Città è ricorso al Tribunale superiore delle acque pubbliche. A fianco dell’Adb si è schierata Legambiente (vedi colonna a destra); dalla parte del comune la provincia di Bari.

Il primo pronunciamento dell’organo di appello con sede a Roma è datato mercoledì 17 febbraio e ha decretato la bocciatura della richiesta comunale di rendere nullo in via cautelare il piano.

Il Pai ha evidenziato sul territorio molfettese zone a rischio allagamento a bassa, media e alta pericolosità idraulica. Tra queste, l’area della terza espansione del Piano per gli insediamenti produttivi (Pip) e alcuni comparti edilizi. 

L'istanza cautelare che faceva leva sul «diritto all'uso del territorio ed alla promozione delle attività legittime svolte dai cittadini» è stata respinta in quanto non «motivata con uno specifico pregiudizio del quale si affermi la gravità e l’irreparabilità».

«Il diritto dell’ente locale all’uso del territorio nella maniera più conforme ai propri intenti programmatori e alle aspettative degli amministrati deve essere contemperato con le possibili situazioni di pericolo per la collettività e con la necessità di garantire la conservazione del territorio medesimo in condizioni di fruibilità anche per le generazioni future» si legge nell’ordinanza.

Tra i motivi della decisione anche le possibili trasformazioni «irreversibili» del territorio e «il venir meno dei vincoli» espressi dal Piano per l’assetto idrogeologico qualora l’istanza di Palazzo di Città fosse stata accolta.

Il Tribunale superiore delle acque pubbliche ha anche rigettato le richieste del comune di ulteriori provvedimenti istruttori, ritenendo che la documentazione fin qui raccolta sia completa «e non necessiti di ulteriori integrazioni» e rinviato la decisione ultima sulla controversia al prossimo 26 maggio.

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I commenti degli utenti
  • Darkside75 ha scritto il 01 marzo 2010 alle 10:03 :

    @ molf: e lei ha letto e compreso bene il pronunciamento della Corte? Rispondi a Darkside75

  • MOLF ha scritto il 28 febbraio 2010 alle 13:27 :

    Ciumar hai letto e non hai capito una mazza, l'esito della controversia si saprà il 26 Maggio. Nel frattempo rimane valido l'ultimo piano del bacino delle acque. Ma se a marzo dovesse vincere la destra, la presidenza del bacino delle acque passerebbe alla destra e quindi anche in caso di sconfitta della controversia si riaprirebbe la discussione. Infatti ricordo che il presidente della Regione Puglia o un suo delegato governa attualmente il bacino delle acque e quindi fa e sfa a suo piacimento. Rispondi a MOLF

  • ciumar ha scritto il 28 febbraio 2010 alle 08:52 :

    altra causa persa......... altro danaro sperperato...... e si vantano pure .....!! di che ? Rispondi a ciumar