Rischio idrogeologico, comune e Autorità di bacino sempre più distanti

Si è concluso con un nulla di fatto il tavolo tecnico ordinato dal Tribunale superiore delle acque: lo comunica Legambiente. Adesso la parola passerà nuovamente all'aula

Attualità
Molfetta martedì 13 luglio 2010
di La Redazione
© MolfettaLive.it

Si è concluso ieri con un nulla di fatto il tavolo tecnico ordinato dal Tribunale superiore delle acque per tentare una ricomposizione delle posizioni del Comune di Molfetta e dell’Autorità di bacino in merito al Piano per l'assetto idrogeologico (Pai).

Lo comunica Legambiente (costituitasi in giudizio a favore dell'Adb), che ha partecipato ai lavori assieme ai rappresentanti degli enti coinvolti.

Sempre più distanti, quindi, le posizioni di comune e autorità sul rischio idrogeologico, con Palazzo di Città che contesta gli studi dell'autorità di Valenzano che hanno portato all'individuazione sul territorio molfettese di numerose zone ad alta, media e bassa pericolosità idraulica. Il rischio è quello di allagamenti in caso di forti precipitazioni, in terreni destinati dal comune all'edilizia e all'espansione del Piano per gli insediamenti produttivi (Pip).

«Il Comune di Molfetta - comunica il presidente di Legambiente Antonello Mastantuoni - continua a non volere accettare la delimitazione delle aree a diversa pericolosità idraulica imposta dal Piano stralcio per l’assetto idrogeologico e rifiutando le determinazioni che vengono da un’Autorità sovraordinata, com’è quella di pianificazione dei bacini idrografici pugliesi.

Rivolgendosi alla Magistratura alle acque con un ricorso giuridico e tecnico elaborato dai suoi consulenti, l’amministrazione del Comune di Molfetta ha tentato di smontare lo studio dell’Autorità di bacino, usando per argomenti un presunto errore nel calcolo della pioggia di progetto e un approccio modellistico e metodologico per stimare la portata al colmo di piena alternativo a quello usato dall’AdB.

Dopo quattro riunioni del “tavolo tecnico”, a cui hanno partecipato oltre ai rappresentanti dei due enti anche l’associazione Legambiente, i rappresentanti del Comune di Molfetta piuttosto che ammettere l’insostenibilità delle argomentazioni sollevate, hanno preferito abbandonare la discussione, rifiutandosi persino di sottoscrivere e firmare i resoconti dei verbali delle riunioni avvenute
».

«La registrazione orale degli interventi dell’ultima seduta, insieme alla notevole mole delle relazioni prodotte dalle diverse parti che si sono confrontate, testimonieranno a chi va riconosciuta la correttezza delle posizioni in merito all’esattezza delle previsioni, alla fondatezza dei riferimenti scientifici, alla giustezza delle tesi, alla chiarezza delle conclusioni e alla credibilità dei risultati» continua Legambiente.

Adesso, visto il mancato accordo delle parti, sulla questione si esprimerà il tribunale romano a partira dal 21 luglio.

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I commenti degli utenti
  • doppiachance ha scritto il 14 luglio 2010 alle 11:36 :

    beh, è chiaro che l'AdB non può ammettere di aver sbagliato, rischierebbe di dover rivedere tutte le perimetrazioni in puglia.per fortuna tra un pò ci avviciniamo alla fine di qst storia...e finiamola di dare la colpa sempre ad una sola parte, sono due le parti sedute al tavolo! Rispondi a doppiachance