Molfetta, un grande "mercato diffuso". Approvato il Piano di commercio su aree pubbliche

La maggioranza: «Valuteremo la sua efficacia sul campo». Per le opposizioni «è una resa condizionata, una sconfitta istituzionale, una sanatoria»

Politica
Molfetta martedì 12 ottobre 2010
di Rosanna Buzzerio
© MolfettaLive.it
Non ha riservato alcuna sorpresa l’approvazione del piano del commercio su aree pubbliche, avvenuta ieri durante la seduta del consiglio comunale. Il copione è stato rispettato in pieno, con la maggioranza che non ha ceduto di un passo alle proposte dell’opposizione.

Solo in un momento si è pensato che la seduta potesse prendere un’altra strada quando i consiglieri di opposizione hanno chiesto una sospensione per chiarire alcuni punti, ma tutto si è concluso con un nulla di fatto e il copione, come dicevamo, è rimasto nell’alveo del gioco delle parti.

E’ il sindaco, Antonio Azzollini, alla ripresa a mettere i puntini sulle “i” precisando che «l’impianto del piano non può essere stravolto, perché è un impianto ragionato, pensato, che ha un indirizzo. La posizione della pubblica amministrazione non cambia».

Tale sospensione era stata richiesta dopo l’intervento del capogruppo del Pdl, Angelo Marzano, che con le sue parole ha dato un margine di spazio ad una possibile revisione del piano. Le parole, però, a volte giocano brutti scherzi e Marzano non si riferiva alla fase di approvazione del piano, ma al futuro, sì perché il piano deve essere ancora attuato e già prevede dei margini di miglioramento o delle modifiche da apportare in corso d’opera.

Infatti, per il capogruppo del Pdl «questo è un piano in cui si vanno a circoscrivere una serie di aspetti di carattere sociale, economico, urbanistico e sanitario. E’ un piano perfettibile, si dovrà correggere dove non funzionerà, va provato sulla “piazza” e se vi sono margini di miglioramento si interverrà. Questo piano tenta di trovare una possibile soluzione e valuteremo la sua efficacia sul campo».

Sulla stessa lunghezza d’onda anche la relazione tecnica dell’assessore al ramo, Anna Maria Brattoli: «Si è ritenuto come soluzione possibile di consentire il mercato diffuso, il mercato di vicinato, dove i cittadini accedono facilmente trovando un conveniente rapporto qualità-prezzo. Per le aree individuate si è tenuto conto di tutelare la regolare viabilità e della vivibilità della città. Quello del mercato diffuso- dice l’assessore- è un mercato ordinato e funzionale a soddisfare le esigenze del centro cittadino».

A detta del presidente della seconda commissione consiliare (attività economiche e produttive, ecologia, ambiente e igiene pubblica), Lillino Giancola, «è stato fatto un buon lavoro, ricco di suggerimenti e di emendamenti, in un clima libero sereno e trasparente. Sicuramente si può far meglio».

La parola cardine della serata è “mercato diffuso” a cui i consiglieri di opposizione cercano di dare dei contorni, nello specifico evidenziano che se tutta Molfetta è un grande piazza perché i gazebo sono stati allocati nella zona centrale, dove già ci sono esercizi commerciali per soddisfare le esigenze dei cittadini e non si è pensato alle zone di espansione, creando delle medie strutture di vendita proprio in quelle zone scoperte.

Per le opposizioni la soluzione trovata dall’amministrazione quella del mercato diffuso «è una resa condizionata, è una sconfitta istituzionale, è una sanatoria» (Porta), «non si inserisce in un perimetro di legalità» (Abbattista), «non tiene conto dell’analisi reale della città e nemmeno del decoro, dell’igiene e della sicurezza» (Piergiovanni).

Infatti, i consiglieri di minoranza, come avevano già detto in piazza sabato, evidenziano che per la redazione del piano l’amministrazione non ha provveduto a fare una analisi di mercato e dei flussi commerciali. E puntano l’indice anche sulle premesse di tale piano in particolare: sulla carenza di medie strutture di vendita e la difficoltà di esposizione della merce. Punti che collimano in qualche modo con le loro proposte, che però poi non trovano riscontro nel piano, quando si danno delle autorizzazioni per un unico posteggio.

Le opposizioni temono che «si crei un precedente pericoloso, e che tra 4 anni si chiederà di istituzionalizzare altre postazioni». Timore che la maggioranza dipana perché «tale piano è sempre rivedibile».

Unico punto di unione: il trasferimento del mercato settimanale. Per entrambi gli schieramenti l’attuale posizione non è ottimale. I tempi sono ancora da decidere, mentre l’allocazione è stata già individuata nel comparto 15, tra la complanare della strada statale 16 bis, via Mons. Bello e via dei Salesiani.
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