Esiste un reale pericolo Lame nella zona Pip?

Attualità
Molfetta martedì 13 maggio 2008
di Rosanna Buzzerio
© molfettalive.it

Quanto sono pericolose le Lame presenti nella zona di ampliamento Pip? Potranno creare da uno a 20 anni eventi catastrofici della portata dell’inondamento della diga del Vajont?

A parere del dott. Guglielmo Facchini, portavoce dei proprietari dei suoli ricadenti nella zona di ampliamento di Piani di insediamento produttivi, tutto ciò non è solo una ipotesi catastrofica, ma da studi fatti potrebbero essere eventi verificabili. Inoltre, reputa che il Comune nei suoi studi abbia sottovalutato la pericolosità delle Lame, quindi che vada rivisto il piano Putt/P della variante di ampliamento al Pip presentato e approvato in consiglio comunale lo scorso primo aprile.

Della pericolosità delle Lame presenti nella zona di ampliamento dei Piani di insediamento produttivi si è discusso ieri sera presso la sede de “l’altra Molfetta”. L’iniziativa, ha spiegato il direttore della testata, Alfonso Centrone, “parte dal voler fare chiarezza sul reale stato dei luoghi”, pur interpellati gli esperti che hanno condotto lo studio per conto del dott. Facchini, il presidente dell’Autorità di bacino della Regione Puglia, l’Assessore Regionale al ramo e i dirigenti del Settore Territorio del Comune di Molfetta, non hanno risposto all’invito. Unico tecnico presente l’ing. Corrado Altomare, che ha collaborato con altri esperti allo studio dell’ampliamento della zona Pip di Molfetta.

Gli studi condotti dal dott. Facchini, con l’ausilio di geologi e ingegneri idraulici della Geo Exploration di Triggiano, partono da una esperienza di inondazione vissuta da bambino, quando le acque provenenti dall’Alta Murgia, con la loro imponente forza di gittata, hanno inondato tutto quello che incontravano sul loro cammino, lasciando distruzione e morte, perché non si verifichino in futuro eventi di questo tipo che possano spazzare via gli opifici e le industrie presenti nella zona, oltre che la perdita di centinaia di vite umane. Queste affermazioni hanno evocato immagini apocalittiche, effetti catastrofici all’ennesima potenza.

Tutto potrebbe nascere da Lama Scorbeto o Marcinase est, che il Piano presentato ad aprile definisce, a detta del dott. Facchini, un “fosso”, non dando così la giusta rilevanza a tale Lama. Inoltre, nelle sue osservazioni sulla zona di ampliamento Pip il dott. Facchini sostiene che “il piano non si è avvalso di uno studio idraulico, idrologico e morfologico valido, rispondente al reale stato dei luoghi, ma lascia intendere che la pericolosissima Lama Marcinase est, addirittura devierebbe parte della sua portata in un’altra lama, senza alcuna dimostrazione e senza alcun valido fondamento scientifico”. E in più aggiunge: “il piano di fatto costituisce la violazione di norme ambientali, urbanistiche e di tutela idrogeologica, non rispettando affatto il codice ambientale, civile e penale”.

Per il dott. Facchini le lame ignorate dal Pip sarebbero ben tre: il moncone Lama Marcinase detta anche Lama Asi, che interessa tutta l’area nord; Lama Marcinase est il cui alveo interessa tutta l’area prevista per l’ampliamento; ed un ultima terza lama che interessa l’area a nord est, dove dovrebbe sorgere la zona di ampliamento Pip.
Però le lame che attraversano tutta la zona produttiva di Molfetta, quella che in gergo si chiama zona industriale, sono cinque e sfociano tutte a cala San Giacomo.

Inoltre, il dott. Facchini ha fatto rilevare che “il piano non ha tenuto conto della domanda presentata di edificazione di un centro ad elevatissima valenza economica e scientifica, che prevedeva per la costruzione il rispetto delle Lame. In questo centro erano previste 1500 assunzioni e circa 2 miliardi di euro di investimenti in 10 anni”.

Di parere opposto e non così catastrofico l’opinione dell’unico tecnico presente. Quindi i dubbi si fanno sempre maggiori: quelle Lame sono o non sono pericolose se ostruite, se ci si costruisce al loro interno?

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I commenti degli utenti
  • livioh ha scritto il 13 maggio 2008 alle 21:49 :

    fra non molto per l'esattezza nel 2012 mese dicembre giorno 23/25 ci sara' la fine del mondo,dunque non c'è ragione di ascoltare i pessimisti su alluvioni ect.possiamo stare tranquilli amen Rispondi a livioh