"Spadavecchia-Brattoli", parlano i testimoni

L’udienza si è tenuta ieri a Molfetta presso la sezione staccata del Tribunale di Trani.

Cronaca
Molfetta mercoledì 14 maggio 2008
di La Redazione
© MolfettaLive.it

La seconda udienza del procedimento penale a carico di Vincenzo Spadavecchia e Cristofaro Brattoli si è tenuta alle 12.45 di ieri presso la sezione distaccata di Molfetta del Tribunale di Trani, alla presenza del giudice monocratico dott. Lorenzo Gadaleta e del sostituto procuratore della Repubblica dott. Giuseppe Maralfa.

Assente Vincenzo Spadavecchia, difeso dall’avv. Giacomo Ragno, accusato dal P.M. Maralfa di voto di scambio in occasione delle elezioni amministrative del 29 e 30 maggio 2006; presente, invece, l’altro imputato Cristofaro Brattoli, difeso dall’avv. Tiziano Tedeschi, accusato di minacce nei confronti del candidato Sindaco Lillino di Gioia, in occasione di un episodio avvenuto in Piazza Paradiso durante la campagna elettorale 2006.

I due episodi sono stati riuniti dal P.M. in un unico procedimento.

Presenti i due testimoni S.M. e Matteo d’Ingeo, assenti gli agenti della Guardia di Finanza che hanno condotto le indagini sull’ex Assessore allo Sport e Lillino di Gioia per motivi di legittimo impedimento.

Secondo quanto emerso dal dibattimento, S.M. ha ammesso di aver ritirato presso un distributore Agip di Bari un numero di buoni benzina dietro pagamento di Spadavecchia, al quale poi avrebbe consegnato i tagliandi.

L’altro teste d’Ingeo è stato ascoltato inizialmente riguardo la presunta aggressione di Brattoli nei confronti di Lillino di Gioia: l’episodio gli sarebbe stato riferito da Nicola Angione e Davide de Palma (candidati all’epoca dei fatti rispettivamente per il movimento “Il riscatto della città” e il partito dei Comunisti Italiani) all’indomani dell’episodio, avvenuto a mezzogiorno del 18 maggio 2006 in Piazza Paradiso.

I due candidati a loro volta avrebbero appreso del fatto in una riunione di coalizione convocata per l’occasione. Eventuali danni alla sua attività, arrecati da un’eventuale elezione di Di Gioia sarebbero stati i motivi che, stando a quanto affermato, avrebbero indotto Brattoli ad agire contro il candidato sindaco.

D’Ingeo, candidato sindaco nel 2006 per il Liberatorio Politico, è stato interrogato anche nella vicenda Spadavecchia, esclusivamente riguardo al presunto voto di scambio tramite buoni benzina, non fornendo ulteriori dati.

Il politico si è costituito parte civile nella duplice qualità di semplice elettore e di candidato sindaco secondo l’articolo 100 del D.P.R. n°570/60 che attribuisce, infatti, ad ogni elettore un ruolo di sollecitazione ed il diritto di costituirsi parte civile nei processi penali inerenti a presunti reati elettorali.

Il dibattimento è stato aggiornato alle 10.30 del 17 giugno.

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