Sminamento del porto: alle 10.30 il primo brillamento dei residuati bellici

Le operazioni saranno condotte dallo SDAI della Marina Militare alla presenza delle autorità militari e civili.

Attualità
Molfetta lunedì 04 agosto 2008
di Lorenzo Pisani
© MolfettaLive.it
Due bombe da aereo, una cassetta di bombe a mano e inneschi esplosivi, due lanciarazzi: è questo il materiale bellico del secondo conflitto mondiale recuperato nelle prime fasi dello sminamento del porto di Molfetta.

Alle 10.30 di oggi i sommozzatori dello SDAI, nucleo speciale di Sminamento e Difesa Antimezzi Insidiosi della Marina Militare coordinato dal Comandante di Fregata Giambattista Acquatico, faranno brillare i residuati bellici dopo averli condotti a rimorchio al largo.

A bordo dell’unità operativa CP 2102 gli ufficiali della Capitaneria di Porto guidati dal Comandante Capitano di Fregata Antonio Cuocci e una delegazione del Comune formata dal sindaco Antonio Azzollini e altri rappresentanti delle istituzioni cittadine assisteranno all’operazione.

In attesa del brillamento, gli ordigni individuati dai palombari dello SDAI nei giorni scorsi sono stati preventivamente disinnescati e messi al riparo in una località del bacino del porto.

La zona appena bonificata abbraccia tutto lo specchio del porto sino al faro rosso di segnalazione e comprende 2 delle 54 aree individuate. Per la sua pericolosità è stata definita “zona rossa”.

Nei fondali molfettesi è stata riscontrata la presenza di bombe di aereo, mine antiuomo e anticarro, bombe a mano offensive e difensive ad altri ordigni a caricamento speciale sversati in mare alla fine della II Guerra Mondiale. Tra gli aggressivi chimici contenuti in questi ultimi il fosforo e l’iprite, un gas tossico vescicante (che provoca la comparsa di vesciche sulla pelle) bandito dalla convenzione di Ginevra del 1925 ma utilizzato sino alla fine della guerra.

Ancora oggi non sono rare le segnalazioni in tutta la zona del nord barese di questi ordigni.

Le operazioni di bonifica dureranno all’incirca 130 giorni (condizioni meteo-marine permettendo) e fanno parte di un progetto di “Indagine e Bonifica del Basso Adriatico” finanziato con fondi statali per 5 milioni di euro.

Le operazioni preliminari sono state coordinate dall’Icram (Istituto Centrale per la Ricerca scientifica e tecnologica Applicata al Mare) mentre l’interdizione e la sicurezza delle aree attualmente coinvolte nelle operazioni sono assicurate dalla Direzione Marittima di Bari con l’ausilio di uomini e mezzi della Capitaneria di Porto di Molfetta.

Al termine della bonifica potranno riprendere i lavori del porto, interrotti perché la presenza delle bombe poteva costituire un serio pericolo per le operazioni di dragaggio, specie quelle in prossimità della diga Salvucci.
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I commenti degli utenti
  • vitogaia ha scritto il 05 agosto 2008 alle 23:46 :

    x adriatico2004: "E'" dove 6 andato a scuola...."E'" dove 6 andato a scuola... Rispondi a vitogaia

  • adriatico2004 ha scritto il 04 agosto 2008 alle 22:23 :

    SI BONIFICHERA ANCHE PER L'IPRITE E L'ALESANDRO PRIMO? HO SARA' SOLO PER IL COSTRUENDO NUOVO PORTO? HO SARA' SOLO FUMO NEGLI OCCHI E I VELENI RIMARRANNO NEI FONDALI X SEMPRE Rispondi a adriatico2004